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Continua in tutte le direttrici e senza tregua, l’avanzata delle forze russe in Ucraina. In nottata, dopo aspri combattimenti, le truppe di Putin hanno sequestrato la più grande centrale nucleare d’Europa, nel sud-est dell’Ucraina. Al momento sembra scongiurata una catastrofe nucleare in quanto non si registrano danni ai reattori.

Un iniziale principio d’incendio è stato domato in tempo. L’Agenzia Internazionale per l’Energia Nucleare (Aiea) afferma che “nessun reattore è stato colpito e non c’è stato nessun rilascio di radiazioni nell’ambiente”.

Il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg: “Questa è la peggiore aggressione militare da decenni, con città, scuole, ospedali, edifici residenziali bombardati, attacchi alle centrali nucleale. I giorni che verranno probabilmente saranno peggiori, con più morti e più distruzione”.

Le forze russe continuano intanto il bombardamento della capitale ucraina Kiev e delle città limitrofe.

Sull’altro fronte, un consigliere del presidente Volodymyr Zelenskiy, ha dichiarato che l’esercito ucraino ha fermato l’avanzata delle truppe russe nel porto di Mykolayiv.

Gli alleati della NATO hanno respinto poco fa la richiesta dell’Ucraina di no-fly zone, affermando che un intervento così diretto porterebbe a una guerra ancora più brutale; molti paesi membri però insistono nell’inasprimento delle sanzioni economiche già in atto nei confronti della Russia, i cui effetti stanno avvicinando il rischio default stimato al 67%.

Il Consiglio delle Nazioni Unite per i diritti umani ha sostenuto in modo schiacciante una risoluzione che condanna le presunte violazioni dei diritti da parte della Russia in Ucraina ed ha istituito una commissione d’inchiesta.

(ap)

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