Le Marche hanno raggiunto il traguardo di 1.016 organi trapiantati. L’evento, “storico” per la nostra regione, è stato celebrato alla Mole Vanvitelliana di Ancona, con una cerimonia per ringraziare i professionisti, gli operatori e i volontari della Rete trapianti delle Marche.

“È un risultato importante da molti punti di vista, partendo da un’azienda che è in grado di garantire interventi di alto livello e alta qualità – ha detto il presidente della Regione, Luca Ceriscioli – Torrette ha questo ruolo centrale nella sanità marchigiana, lì si concentra l’alta specializzazione ed è in grado di essere all’avanguardia in un’attività complessa com’è il trapianto”.

Ma il trapianto, continua Ceriscioli, “racconta tutto un sistema articolato, perché il trapianto nasce dall’anagrafe dei Comuni che prendono la disponibilità del donatore, dalla famiglia che decide se portare avanti la donazione, dalla raccolta dell’organo in maniera corretta.

Un sistema capace di comunicare, di lavorare insieme, un mondo di volontariato, delle associazioni che da anni sono promotrici di queste iniziative presso i cittadini, sensibilizzandoli sul valore della donazione. Parliamo di una grande realtà, frutto di un sistema che funziona, di persone che interagiscono, di professionisti di grandissima capacità che a Torrette hanno modo di intervenire su interventi complessi come i trapianti”.

Qui nelle Marche, ha affermato Nanni Costa (direttore generale Centro nazionale trapianti) “le cose stanno andando bene. Credo che il risultato che hanno ottenuto i professionisti sia veramente buono, ma credo anche che ci sia una rete di collaborazioni che sta funzionando ottimamente.

A livello nazionale permane il tema delle donazioni. Una questione importane è quella della donazione di rene da vivente. Le Marche hanno appena iniziato e sono sicuro che le cose andranno bene. Altrettanto bene le Marche si distinguono nelle relazioni con i diversi centri dialisi.

C’è un tema su cui bisogna invece cominciare a lavorare con forza e che richiederà impegno: è la cosiddetta donazione a cuore fermo cioè dei soggetti di cui è accertata la morte con arresto cardiaco di 20 minuti. Si possono fare donazioni e bisogna farle anche qui ad Ancona: è un modo per aumentare i donatori”.

Le Marche, ha sottolineato Massimo Cardillo (presidente Nord italian transplant program), “sono una regione che si è sempre distinta per una grande attività di donazione anche quando l’attività di trapianto non era ancora iniziata.

È un riconoscimento dovuto a tutti quelli che hanno lavorato per fare in modo che i potenziali donatori marchigiani potessero effettivamente essere subito segnalati. Poi sono partite con il trapianto di fegato e di rene, sempre di pari passo con la donazione perché uno dei messaggi importanti è che il trapianto si fa solo se ci sono i donatori.

L’attività di donazione è stata sempre il fiore all’occhiello in questa regione che, per alcuni anni, è stata anche la prima regione italiana per numero di donatori segnalati per milione di abitanti e anche quest’anno i dati sono tutto positivi. Siamo molto soddisfatti del contributo che la regione Marche offre alle donazioni in Italia”.
Dal maggio 2005, anno di attivazione del Centro trapianti presso l’Azienda ospedaliera universitaria Ospedali riuniti di Ancona, al 22 novembre 2018, sono stati effettuati 1.005 trapianti. Hanno coinvolto 1.016 organi: 490 trapianti di rene, 499 di fegato, 2 di pancreas, 6 combinati fegato-rene, 5 rene-pancreas, 3 di rene da donatore vivente, con una media annua di 36 trapianti per fegato e rene, ben al di sopra dei requisiti nazionali del recente Accordo Stato Regioni (30 trapianti di rene e 35 di fegato annualmente).

Gli ottimi risultati conseguiti sono testimoniati, per il fegato, dalla sopravvivenza dei trapiantati che, a cinque anni, supera il 70 per cento, mentre, dopo undici anni, oltre il 75 per cento dei reni trapiantati risulta ancora valido e funzionante.

Diversi pazienti extraregione hanno utilizzato il Centro marchigiano per il trapianto di organi: nel triennio 2016-2018 sono stati cento, provenienti da dieci regioni diverse. In particolare, numerosi umbri, da anni, individuano il Centro di Ancona per il trapianto di fegato: sui 499 effettuati, 57 sono avvenuti su pazienti dell’Umbria.

Significativa è poi la rete di collaborazioni in atto: con l’Umbria per la Banca degli occhi di Fabriano e per la condivisione dei programmi di trapianto di rene e fegato, con la Toscana per la partecipazione comune alla gara di affidamento del servizio di trasporto aereo di organi ed équipe sanitarie per i prelievi e i trapianti.

Sul fronte della raccolta organi, le Marche si confermano regione solidale e partecipe. Significativo, al riguardo, è il raffronto tra dati parziali 2018 e quelli 2017 che consente già di presumere il superamento degli ottimi risultati dello scorso anno: donatori segnalati (accertamenti di morte) 80 rispetto a 89; donatori procurati (consenso acquisito) 52 e 54; donatori utilizzati (in base all’idoneità degli organi segnalati) 41 e 48. Insieme a Toscana, Emilia Romagna, Veneto e Piemonte, le Marche si sono sempre collocate nel gruppo delle regioni virtuose, ben al di sopra della media nazionale della raccolta organi.

Due sono le iniziative che hanno permesso di consolidare le donazioni: le dichiarazioni di volontà all’atto del rilascio o rinnovo della carta di identità, che hanno coinvolto 32 Comuni marchigiani nella fase sperimentale, oggi estese, per legge, a tutti i Comuni italiani; il progetto “Donaction” di sensibilizzazione nelle scuole e attraverso i social. Per quanto riguarda le espressioni di volontà nelle Marche, su 105.737 manifestate, 69.039 sono state raccolte dai Comuni, 34.068 dall’Aido e 2.630 dalle Asl.

(red)

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