Nelle ultime ore si registra un’importante accelerazione diplomatica tra Roma e Pechino. Il governo cinese ha ufficialmente invitato la Premier Giorgia Meloni a discutere nuovi accordi strategici, con un focus particolare su investimenti industriali e materie prime critiche.
Il Ministro degli Esteri Antonio Tajani si trova in Cina per preparare il terreno incontrando il suo omologo Wang Yi e il Ministro del Commercio Wang Wentao. L’obiettivo dichiarato è “rafforzare i rapporti” e sostenere le imprese italiane in un mercato che, nel 2025, ha visto l’interscambio bilaterale crescere fino a 75 miliardi di euro.
L’invito cinese non è solo formale, ma punta a settori concreti. La Cina ha aperto alla possibilità di accordi per la fornitura di materiali critici, fondamentali per la transizione tecnologica e green dell’Italia. Si discute inoltre della possibilità di attrarre investimenti cinesi per la produzione di veicoli elettrici in Italia, cercando però di bilanciare le tensioni tra Pechino e l’Unione Europea sui dazi.
Questi nuovi inviti si inseriscono nella cornice del Piano d’Azione firmato dalla Meloni a Pechino nel luglio 2024. Dopo l’uscita dell’Italia dalla Via della Seta (BRI), questo piano è diventato lo strumento principale per mantenere un rapporto economico solido ma “equilibrato”, toccando temi come la sicurezza alimentare e agricoltura, la pprotezione ambientale ed il contrasto al cambiamento climatico.
Pechino sta cercando di “agganciare” l’Italia come partner privilegiato in Europa, offrendo investimenti e risorse in cambio di una posizione meno ostile sui dazi UE. La sfida per il governo Meloni resta quella di tutelare l’interesse nazionale senza incrinare i rapporti con Washington.

