(ap) – Ormai non è più un forse ma un dove. I continui attacchi ibridi russi all’Europa, fanno parte di una strategia ben precisa, sempre appena sotto la soglia che farebbe scattare una risposta militare aperta. È quello che gli analisti chiamano zona grigia.
Secondo un rapporto del servizio di intelligence Dragonfly, citato dalla stampa internazionale, sono stati documentati 219 episodi sospetti di guerra ibrida russa in Europa dal 2014, l’86% dal 2022 in poi e quasi la metà (46%) solo nel 2024. Un think tank di Praga ha contato oltre 110 atti di sabotaggio solo tra gennaio e luglio in un anno recente, soprattutto in Polonia e Francia.
Ecco un riassunto dei principali casi conosciuti, aggiornata a settembre 2026:
1. Sabotaggio fisico e incendi dolosi
L’obiettivo è la logistica per l’Ucraina.
• Magazzini e hub: incendi a magazzini di armi a Londra, Varsavia, Praga, incendi a depositi DHL a Lipsia, incendi in Bulgaria ed Estonia, esplosioni su ferrovie che portano aiuti a Kiev. La stessa dinamica è citata nel rapporto come sabotaggio di produttori di difesa, hub logistici, ferrovie, aeroporti e porti.
• Italia: il 13 agosto esplosione alla KNDS Ammo Italy, con inchiesta aperta per fiamme arrivate a miscelatore e reparto pressatura polveri.
• Infrastrutture sottomarine – Mar Baltico: dal fine 2023 almeno 11 tra cavi e condotte danneggiati, spesso associati alla cosiddetta flotta ombra russa. Casi delle petroliere Yi Peng 3, Eagle S e cavo Svezia-Lettonia sono stati inizialmente archiviati come “incidenti di navigazione” per mancanza di prova del dolo, che è esattamente l’effetto voluto.
• Infrastrutture energetiche: in Germania, in contemporanea al caso di Lipsia, sabotaggi a sottostazioni elettriche — poi attribuiti in parte a estremismo interno, a dimostrazione di quanto sia difficile l’attribuzione.
Per questo la NATO dal gennaio 2025 ha lanciato l’operazione Baltic Sentry con fregate, aerei da pattugliamento e droni navali per sorvegliare le infrastrutture sottomarine.
2. Droni e violazioni dello spazio aereo
È la parte che sta esplodendo ora.
• Lipsia/Halle, 4-5 agosto 2026: drone sospettato di trasportare esplosivo che punta deliberatamente un cargo ucraino Antonov An-124 fermo in pista, colpendone l’ala senza detonare. Aereo pieno di carburante, l’impatto avrebbe potuto causare una forte esplosione. Lo stesso giorno un cargo DHL in attesa è stato urtato da oggetto non identificato e ha dovuto atterrare a Hannover. Il 1 settembre Berlino ha attribuito ufficialmente l’attacco alla Russia.
• Numeri: 166 attacchi di droni agli aeroporti tedeschi nel 2026 contro i 101 dell’anno precedente, definiti dal ministro dell’Interno Dobrindt “attacchi quotidiani per destabilizzare il Paese”.
• Belgio: quasi 600 droni volati su obiettivi sensibili in un solo anno.
• Romania: drone marino avvistato a poche centinaia di metri dall’impianto gas Neptun Deep.
• Allerta attuale: 24 settembre 2026, El Mundo rivela allarme CIA — la Russia prepara nuovi attacchi con droni mirando ora ai Paesi del Mediterraneo, Spagna, Francia o Italia.
• Altre provocazioni: incursioni di caccia e navi militari ai confini NATO, jamming GPS, incursioni di jet e navi militari, e un’esplosione su linea ferroviaria polacca.
3. Guerra elettronica — GPS jamming
• Ottobre 2025 l’ICAO ha riconosciuto formalmente l’origine russa delle interferenze al GNSS che colpiscono l’aviazione nell’Europa baltica, orientale e settentrionale.
• A gennaio 2026 quattordici Stati costieri europei hanno lanciato un allarme congiunto sulla navigazione.
• Estonia, Finlandia, Lituania, Norvegia e Polonia hanno segnalato jamming deliberato.
• Caso mediatico: 1 settembre 2025 presunto jamming sul volo della presidente della Commissione UE Ursula von der Leyen. 4. Cyberattacchi
• Leaking di conversazioni riservate di militari tedeschi, massicci DDoS contro ministeri, ospedali, ferrovie.
• Jamming di satelliti commerciali che ha colpito voli civili nel Baltico — definito da esperti “danno collaterale” degli sforzi russi per interferire con droni ucraini.
5. Omicidi, intimidazioni e spionaggio
• Primavera 2024: tentativo di assassinio di Armin Papperger, capo di Rheinmetall, il più grande produttore di armi tedesco.
• Varsavia, metà agosto 2026: arresto di uomo sospettato di aver ucciso un cittadino americano di origine ucraina su mandato russo — per Tusk “è la prima volta che qualcuno, su mandato russo, compie un attentato contro un cittadino americano in territorio NATO”.
• Italia, 7 luglio: arresto di due ex funzionari AISI e quattro militari per spionaggio a favore della Russia. 6. Disinformazione e ingerenza politica
• Campagne di disinformazione calibrate su elezioni europee.
• Uso strumentale dei migranti al confine Bielorussia-Polonia e Finlandia.
• Obiettivo non è creare partiti pro-Mosca, ma erodere coesione interna — come notato dopo il 44% dell’AfD in Sassonia-Anhalt il 6 settembre, che chiede stop al sostegno a Kyiv.
La NATO, nella dichiarazione di Washington 2024, ha chiarito che anche un’operazione ibrida può essere identificata come “attacco armato” e portare all’Articolo 5. Il problema è pratico: attribuzione lenta, soglia ambigua, rischio escalation se reagisci troppo forte, ricompensa per l’aggressore se non reagisci.






