Ci sono i dirigenti, la figura non è più essenziale
ANCONA – Sono un centinaio circa in tutta la regione, si trovano in tutti i comuni e il loro contratto è quello della dirigenza. Si tratta dei segretari comunali, una figura su cui in questi ultimi tempi soffia la polemica. Colpa del ministro Brunetta e del leit motiv efficienza-efficacia-produttività ? Naturalmente no, ma in tempi come questi, la pubblica amministrazione è spesso oggetto di particolari attenzioni, specie quando di parla di soldi e tanti anche. Lo stipendio dei segretari viaggia da un minimo di 2 mila euro ad un massimo di 4 mila euro. Netti s’intende. Una somma destinata a crescere se a questa mansione se ne aggiungono altre, come quella del direttore generale.

“Sono una spesa importante, il loro è il contratto più oneroso, nel comparto degli enti locali il segretario è quello più remunerato”, spiega Roberto De Angelis, sindaco di Cossignano, un paesino di 1200 anime in provincia di Ascoli Piceno. De Angelis va dritto al nocciolo. Lui, che è anche il presidente dell’associazione dei piccoli comuni delle Marche, i conti li sa fare bene. Nel suo comune, su un totale di 36 ore settimanali assegnatele, la segretaria ne fa solo quattro ma la stessa svolge le stesse funzioni anche nei comuni di Offida e di Ripatransone. Sedici ore, sempre settimanali, in entrambe le amministrazioni. Non solo: la segretaria ha anche l’incarico di direttore generale.
“Ci costa all’ente 16 mila euro lore l’anno cui vanno aggiunte 1 o 2 mila euro di indennità come direttore. Ma prima che ci fossi io, le ore erano 12: ho tagliato per contenere le spese anche se riconosco che quando c’è bisogno il segretario è sempre a disposizione”, chiarisce il sindaco. Che, conti sotto braccio e a onor di cronaca, prova a fare un confronto e scopre che “il mio stipendio mensile, ad oggi, è di 940 euro netti al mese senza neanche il rimborso per il cellulare”.
Secondo punto: i segretari comunali sono davvero così essenziali ? “Siamo ad un punto morto – riconosce De Angelis -, oggi la funzione di segretario è meno gratificante e riconosco che a volte sono utili ma altre no perchè l’ordinaria amministrazione viene portata avanti dagli uffici”.
Il sindaco di Cossignano solleva un problema che altri colleghi si sono posti e non a caso alla Camera si sta discutendo un disegno di legge per ridisciplinare il ruolo dei segretari nei comuni con meno di 5 mila abitanti. Ma anche per i grandi comuni suona la stessa musica. Ad Ancona, per esempio, il segretario comunale che è anche direttore generale percepisce all’anno 163 mila euro lorde, comprensive di tutto. Una somma di tutto rispetto. “Ora il segretario non è più una figura essenziale, stiamo anche vedendo di fare segretari per piu’ comuni come tra l’altro già avviene – avverte il sindaco Fabio Sturani che è anche rappresentante Anci nelle Marche -. Nelle amministrazioni molto è cambiato ma la figura resta obbligatoria per legge: vediamo cosa riusciremo a modificare nei prossimi mesi”.
Ad oggi infatti tutti i comuni devono avere il segretario comunale, sia quelli grandi e cioè sopra i 15mila abitanti sia quelli piccoli, sotto i 5mila. Il rapporto di lavoro di questi dirigenti è regolato dall’agenzia dei segretari. Il nostro ruolo è definito per legge, dall’ordinamento degli Enti locali: ci occupiamo della verifica della conformità dell’azione amministrativa rispetto all’ordinamento e svolgiamo funzioni di coordinamento tra i dirigenti, rileva Mariella Donato, di professione segretario comunale a Sant’Angelo in Lizzola e a Monteciccardo nonchè componente dell’agenzia regionale dei segretari. Ma lo stesso ordinamento dà ai sindaci la facoltà di assegnare ulteriori funzioni. “In particolare – spiega Donato – quella di direttore generale che svolge anche funzioni gestionali. Una riunificazione frequente nei comuni tra i 5 e i 15mila abitanti”.
Dunque, il segretario è un dirigente a tutti gli effetti e il suo stipendio varia anche a seconda della dimensione del comune. Particolare degno di nota: “L’indennità di direttore generale non ha una regola, è il frutto della trattativa tra sindaco e il direttore stesso”, spiega Donato. Che aggiunge però: “Da noi non esistono grandi impennate, c’è invece un generale equilibrio legato alla dimensione della regione e alla sua economia”. (Fonte: Corriere Adriatico)

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