San Benedetto: “La vela e l’ombrellino”, l’amarcord di Tozzi e Brandimarti

Sabato 24 luglio 2021, alle ore 21,00, presso il Circolo Nautico Sambenedettese, si terrà un interessante serata durante la quale saranno rivisitati e ricordati momenti salienti del turismo sambeneddettese di un tempo, attraverso voci, immagini e coreografie a cura di Franco Tozzi e Giancarlo Brandimarti.

Non mancheranno i testi dialettali dei poeti Bice Piacentini, Ernesto Spina, Giovanni Vespasiani, Giovanni Quondamatteo e Raffaele Palestini, esaltati dalle coreografie e dalla partecipazione di Ulderica Consorti, Catia Zappasodi, Giuseppe Ricci, dell’associazione Luci sulla Danza e del balletto Utes.

Abbiamo sentito il coautore Franco Tozzi, da sempre impegnato nella ricerca e divulgazione delle tradizioni marinare rivierasche, che ha preparato per la serata tre imperdibili video: “Il primo riguarda alcuni cenni sulla storia della pesca attraverso il tempo, quando si pescava con le paranze e con le lancette, evidenziando la dura vita dei nostri pescatori costretti ad operare senza un porto, e illustrando quindi l’adeguamento delle strutture approntate a servizio di tale attività.

Il secondo – prosegue Tozzi – doverosamente, riguarda la Cattedrale, facendo un po’di storia e soffermandoci sulla festa della Madonna della marina che, come vedrete un tempo era molto più ricca di avvenimenti, manifestazioni e partecipazione.

Il Terzo ci spiega come siano stati difficili gli inizi del turismo nei secoli passati prima dell’unità d’Italia, quando eravamo sotto lo Stato Pontificio e le restrizioni imposte dal Vicario Foraneo sulla” libertà sfacciata che si prendevano le donne di accostarsi al lido del mare” avevano vigore di legge.

Altro problema era la nudità dei nostri pescatori che, quando tornavano al tramonto e preparavano la lancetta per la notte, dovendo rientrare in acqua più volte, si vestivano a lavori ultimati, cosa improponibile per la qualificata “colonia bagnante” composta dalla classe agiata che a quei tempi potava permettersi la villeggiatura.

Con l’avvento della ferrovia – conclude Franco Tozzi – l’apertura dello Stabilimento Bagni, e l’arrivo di molti villeggianti, nostri pescatori, che avevano occupato indisturbati l’arenile, ora si ritrovano fra i piedi questi forestieri (che oltre tutto sono lì per divertirsi) e temono di perdere gli spazi per il ricovero delle loro lancette che, non esistendo ancora il porto, sono tutte adagiate lungo l’arenile. Col tempo però la coabitazione è diventata convivenza e poi convenienza”.

Info e prenotazioni: segreteria UTES 0735 781465 – 347 6581180

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