Nuove fiamme hanno avvolto il campo nomadi di Appignano, alle porte del paese. In quel campo viveva con la sua famiglia, Marco Ahmetovic, rom di 22 anni clandestino che il 23 aprile scorso investì ed uccise quattro giovani di Appignano: Eleonora, Alex, Davide e Danilo. Un’area ormai abbandonata da quando la notte stessa del tragico incidente, tutti i suoi abitanti fuggirono. Nonostante il campo ormai resta deserto da più di un mese, ieri sera, intorno alle 19, è stato appiccato di nuovo il fuoco che ha contribuito a distruggere ciò che si era salvato nell’incendio del 25 aprile. In poco tempo le lingue di fuoco hanno avvolto e divorato le roulotte che si erano salvate. Alla desolazione si aggiunge una nuova desolazione, le ultime fiamme hanno consumato tutto. Sul luogo sono intervenuti prontamente i carabinieri e i Vigili del Fuoco per sedare l’incendio. Per fortuna non ci sono case nelle immediate vicinanze e quindi il pericolo è circoscritto. Nonostante da una parte c’è un paese che pensa di ricominciare a vivere e di ricordare quei quattro angeli, strappati troppo presto alla vita anche con un monumento, dall’altra c’è chi non trova pace e cerca la vendetta. Nè le parole del vescovo durante l’omelia nella cerimonia funebre, nè le tante testimonianza che hanno riempito i giornali hanno placata la sete di vendetta e di odio che cova nell’animo di alcuni. 

Da anni comunque tra la famiglia Ahmetovic e la popolazione di Appignano si erano riscontrati momenti di profondo tensione, da tempo i cittadini si battevano per allontanarli dal paese purtroppo senza successo. Il sindaco Nazzarena Agostini, durante i funerali, aveva annunciato che i rom del campo di Appignano sarebbero stati trasferiti entro un mese in un altro luogo, già individuato. Il luogo in questione doveva essere Brecciarolo, una frazione alle porte di Ascoli. Dopo l’incendio era stato rimandato lo sgobero dell’area di Valle Orta, dove erano residenti i rom, posto sotto sequestro dai carabinieri per disposizione del sostituto procuratore Carmine Pirozzoli. Il lavoro investigativo è stato affidato ai carabinieri che, oltre all’incidente stradale, stanno indagando anche sul rogo che aveva distrutto due autovetture, alcune tende ed una casa colonica del comune di Ascoli. A questo punto il buon senso impone di trovare un’immediata soluzione, mettere per una volta da parte le diatribe politiche e intervenire sul luogo effettuando un lavoro di bonifica e restituire il luogo ai cittadini. Un atto di civiltà e di rispetto nei confronti di tutti i cittadini di Appignano, ma soprattutto quelli della frazione di Valle Orta. (Fonte: Il Resto del Carlino)

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