Narcisi: “L’algoritmo è un alibi per l’ubicazione dell’ospedale unico”

Le critiche, i dubbi e le tante domande del Dott. Mario Narcisi, sull’ubicazione del nuovo Presidio Ospedaliero del Piceno, scelta da un algoritmo. “Se la politica è più importante dell’algoritmo, essa deve riconquistare la sua centralità, il suo ruolo e non può limitarsi a mettere la firma su decisioni terze, ricordando sempre che “non c’è nulla di più sacro della sanità pubblica e del governo dei territori”.

di Mario Narcisi (*)

E’ mai possibile che la politica usi uno stratagemma, come l’ algoritmo, per decidere l’ubicazione del futuro Presidio Ospedaliero del Piceno e se ne infischi di Decreti Legge e delle Delibere di Giunta Regionale?

E’ mai possibile che la comunità sia tenuta all’oscuro dei criteri e parametri utilizzati dagli Uffici Regionali, per l’elaborazione di questo fantomatico e generico algoritmo, mai illustrato dettagliatamente né alla Stampa, né in Consiglio regionale, né alla popolazione marchigiana?

E’ mai possibile che il Governo regionale delle Marche, non decida e abdichi al proprio mandato?

Troppo comodo! Così facendo non ci si assume alcuna responsabilità e si pensa solo a non perdere consensi, addossando tutte le colpe all’algoritmo. E secondo voi, cari concittadini, i comandi e le priorità agli algoritmi chi li dà?

In Regione vige un modello di dittatura tecnocratica. I criteri di scelta sono affidati al computer e alla convenienza. Basta vedere come è stata applicata, nel Pesarese, la Riforma Sanitaria, che prevedeva la riduzione del numero dei piccoli ospedali.

A proposito della divisione dei posti letto tra le Aree Vaste e la polemica con il sindaco Castelli, secondo il consigliere Urbinati, nel Pesarese “quella in questione sarebbe la prima Clinica privata per acuti…!”…

E le Aziende Montefeltro Salute e Santo Stefano Salute nei piccoli ospedali pubblici, svuotati ad arte, dell’AV1 di Pesaro, che si dovevano chiudere come abbiamo fatto noi, cosa sarebbero? E’ mai possibile che il parametro della “equidistanza” sia l’unico preso in considerazione ?

E mai possibile che l’equidistanza sia più importante della “funzionalità”, della logistica, delle infrastrutture già esistenti, dei collegamenti, della viabilità, della densità della popolazione, del bacino di utenza, della epidemiologia clinica, della casistica degli interventi, delle caratteristiche e della natura del territorio?

E’ mai possibile che per avere i fondi del risarcimento sismico si allarghi  il “cratere” e poi, per l’ubicazione dell’Ospedale il cratere non conta più?

A qualcuno che, in contrapposizione, paventava il rischio idro-geologico per una ubicazione più logica, si può ribattere che l’esondazione del fiume Tronto a Porto D’Ascoli avvenne per un errore umano e non per un evento naturale imprevedibile?

E’ mai possibile che nessuno ha considerato che, la Città di San Benedetto del Tronto, con il suo “interland”, avrebbe già di per sé, in base alle le leggi vigenti, diritto a un suo presidio ospedaliero?, e che a fronte di tutto ciò, nonostante questa Città si sia messa a disposizione di una scelta unitaria, l’algoritmo abbia scelto “la località di Pagliare, precisamente in contrada  Morrice” , frazione del  Comune di Spinetoli?

Ma guarda che strana combinazione! E’ come se ci fosse un’ “attrazione fatale” per questo Comune.

L’area vincitrice del “Concorso” dell’algoritmo, per l’Ospedale Unico, coincide con la stessa zona indicata dal progetto di fattibilità, commissionato autonomamente e arbitrariamente dall’Area Vasta 5, pubblicato il 29 novembre (un ospedale unico da 500 posti sui colli piceni) e presentato in Regione il 4 dicembre 2017, con la piccola differenza che quello del progetto dell’AV5, era previsto nella frazione di Fobbio, mentre questo, vincitore del “concorso” dell’algoritmo, è previsto in contrada Morrice, ma entrambi sempre nel Comune di Spinetoli. E’ solo destino?

A questo punto,  se la politica è più importante dell’algoritmo, essa deve riconquistare la sua centralità, il suo ruolo e non può limitarsi a mettere la firma su decisioni terze, ricordando sempre che “non c’è nulla di più sacro della sanità pubblica e del governo dei territori”.

L’unica cosa  imprescindibile è che l’Ospedale del Piceno o l’Azienda Ospedaliera Marche Sud sia un unico contenitore, un unico edificio con dentro tutto, tutte le discipline mediche e chirurgiche, affinché i nostri sventurati pazienti non siano più costretti a migrare in altre strutture ospedaliere, e che tutti i cittadini piceni possano essere soccorsi nei tempi giusti previsti dalla legge ed avere tutti lo stesso qualificato ed efficace trattamento sanitario, con una completa e adeguata rete dell’urgenza ed emergenza territoriale.

Spetta ora al Collegio dei Sindaci dell’AV5, dare una risposta ragionata e responsabile a tutti questi quesiti, fare rispettare il D.L. 2 aprile 2015, n.70 e D.G.R. n.1537 del 31 ottobre 2012, in materia di distribuzione e localizzazione degli ospedali sul territorio e non farsi sottomettere da uno stratagemma regionale come l’algoritmo.

Buon lavoro e cordiali saluti a tutti.

(*) Ex Direttore del DEA dell’Ospedale di S.B.T. e Rappresentante provinciale dell’AAROI-EMAC (Associazione Anestesisti Rianimatori Ospedalieri Italiani e Medici dell’Emergenza Accettazione)

 

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