Coronavirus, seconda vittima in Italia. La situazione aggiornata.

di Alberto Premici – Dopo le pessime notizie di ieri, che riferivano di 16 persone contagiate in Italia dal Coronavirus (Covid-19) e successivamente del decesso di una di esse, Adriano Trevisan di 78 anni, oggi si apprende di un’altra vittima, una donna ricoverata in un nosocomio lombardo. I casi attualmente in valutazione sono 27.

Con questi numeri, in continua evoluzione, l’Italia è il paese in Europa che detiene il non invidiabile primato di contagi. Il Coronavirus ha già provocato 2.361 vittime a livello mondiale, secondo il monitoraggio della Johns Hopkins University, che registra un totale di 77.662 casi di contagio. Le guarigioni sarebbero 21.029.

LA MAPPA DEL CONTAGIO A LIVELLO MONDIALE

Sono intanto tornati in Italia i 19 connazionali provenienti dal Giappone che, dopo le visite preliminari di rito, sono stati trasferiti presso il Centro Sportivo dell’Esercito alla Cecchignola a Roma, dove ieri hanno concluso la quarantena altri 55 pazienti.

Al fine di arginare il problema, soprattutto nel Lodigiano dove si registrano molti casi, sono state sospese manifestazioni pubbliche, eventi sportivi, chiuse alcune scuole ed attività commerciali. Alcuni treni non effettueranno fermate nella zona, in cui abitano circa 50 mila persone. Messi in preallerta alcuni ospedali militari nel caso la situazione volgesse al peggio. A Codogno, uno dei Comuni in provincia di Lodi in cui è scattato l’isolamento per l’emergenza coronavirus, le strade sono deserte e l’Arma dei Carabinieri, sta inviando un contingente di rinforzo di 80 uomini a Lodi, preventivamente istruiti ed equipaggiati per l’emergenza Coronavirus.

Il Ministero della Salute ha attivato ogni risorsa per affrontare il problema. A complicare la situazione la possibilità che il virus sia trasmissibile anche da portatori senza sintomi specifici, come affermato da Massimo Galli, esperto di malattie infettive dell’Università di Milano e primario dell’ospedale Sacco: “Il contagio asintomatico è tecnicamente possibile, anche se non abbiamo informazioni sul modo in cui la liberazione del virus possa avvenire in una fase asintomatica”.

Il ministero della Salute, al quale ci si deve rivolgere in caso di sospetta infezione chiamando il numero 1500, offre una serie di indicazioni utili per circoscrivere il contagio. Oltre ad indossare una mascherina, è preferibile utilizzare fazzoletti usa e getta e lavarsi le mani frequentemente e, soprattutto, evitare di andare personalmente al pronto soccorso o in ospedale, ma chiamare un’ambulanza in “biocontenimento”. Il personale sanitario specializzato in questo caso prenderà in carico il paziente e lo condurrà in una struttura sanitaria attrezzata nella gestione delle malattie infettive.

Nella Marche, al momento, non si registrano casi di contagio, dopo l’esito negativo su un caso sospetto di una bambina di 7 anni, che ieri sera si era presentata all’Ospedale Pediatrico Salesi di Ancona. Fonti della Regione rassicurano che: “Le strutture controllano capillarmente ogni situazione, per poter garantire una risposta pronta per ogni evenienza che possa ingenerare il seppur minimo sospetto. Ad oggi nessun caso si è registrato nelle Marche”. Nella nostra regione la preparazione all’allerta per il nuovo Coronavirus, passa per le competenze tecniche del GORES, Gruppo Operativo Regionale per le Emergenze Sanitarie, tavolo tecnico che la Regione Marche ha costituito da tempo in modo strutturale per dare risposte tempestive alle emergenze sanitarie, tramite l’interfaccia tra operatori sanitari esperti e protezione civile regionale.

(Fonte infografica: ANSA)
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