Che fine ha fatto l’Ospedale Unico ?

di Mario Narcisi (*)

Evidentemente era uno slogan da campagna elettorale , visto che era il 13 Febbraio quando Ceriscioli dichiarava: “Ospedale Unico, la soluzione fra dieci giorni”.

Ora la campagna elettorale è finita e quella macchina organizzativa del famigerato algoritmo regionale, che avrebbe dovuto dare una risposta e una speranza alla devastata sanità pubblica del Piceno, si è fermata.

I Sindaci dei Comuni disposti lungo la superstrada Ascoli-mare, chiamati ad indicare le aree idonee alla ubicazione del nuovo Ospedale, hanno inviato le loro indicazioni ma a tali adempimenti non c’è stato, da parte della Regione, alcun riscontro.

C’è anche da dire che il Sindaco di Ascoli Piceno, avv. Castelli, non ha risposto a tale invito ritenendo preliminare da parte della Regione il riconoscimento giuridico dell’Azienda Ospedaliera Marche Sud nel Piceno, come già approvata in Consiglio Regionale il 16-12-2011 Del. n.38, e quindi una condizione irrinunciabile per la dismissione dei due plessi ospedalieri di Ascoli Piceno e San Benedetto del Tronto.

A tal proposito propone un restyling del “Mazzoni” e la realizzazione di un nuovo Ospedale a San Benedetto del Tronto dimensionato, dislocato e reso funzionale secondo le esigenze proprie di una area rivierasca, come la Riviera delle Palme.

Bontà sua! I Sambenedettesi ringraziano riconoscenti. Il fatto che nelle Marche ci si affidi ad un algoritmo, per risolvere una questione così importante come la Sanità pubblica per il nostro territorio e si rinunci a governarla, ha fatto commentare all’ex ministro Cirino Pomicino che siamo “all’eversione”.

Non occorre un algoritmo per capire dove sia la sede giusta per realizzare un nuovo Ospedale Unico che debba essere funzionale e dare risposte idonee e sicure alla popolazione dell’ intero territorio piceno.

Basta il buon senso che valuti l’epidemiologia clinica, le statistiche degli interventi sanitari, la natura del territorio, la densità della popolazione, il bacino di utenza, la viabilità, le infrastrutture e la celerità delle interconnessioni con la Rete ospedaliera regionale e nazionale.

E’ ovvio che, oltre alla sede, quello che conta di più è il contenuto dell’Ospedale Unico dell’AV5. Esso dovrà ospitare tutte quelle discipline mediche e chirurgiche che riducano o azzerino tutti i trasferimenti in altri Ospedali, a cui oggi sono sottoposti i nostri sventurati pazienti.

Sotto questo punto di vista una Azienda Ospedaliera darebbe più garanzie. Qualunque considerazione si faccia sulla località dove costruire il nuovo Ospedale nell’AV5, occorre tenere presente che comunque la Città di San Benedetto del Tronto e il suo hinterland risulterebbero già un luogo idoneo.

1. sia per il Decreto Balduzzi del 2 Aprile 2015 , che stabilisce la presenza degli Ospedali di 1° livello in base al Bacino di utenza, come già evidenziato dal Consigliere comunale Giorgio De Vecchis;

2. sia per la Determina regionale DGR n.1537 del 31-10-2012, che istituisce le Reti Omogenee Territoriali e Assistenziali e prevede la distribuzione degli Ospedali in Aree geografiche omogenee, anche con il superamento dei confini amministrativi;

3. sia per l’ipotesi dell’Azienda Ospedaliera Marche sud, così come suggerita dal Sindaco Castelli;

4. sia per la scelta che sembra essere scaturita, da indiscrezioni regionali, dalla elaborazione dell’algoritmo.

Occorre prendere delle decisioni e assunzione di responsabilità. Più debole è la politica più forte è la dittatura tecnocratica, come accade con l’applicazione dell’algoritmo in Sanità. Non c’è nulla di più sacro della sanità pubblica e del governo dei territori ! Sta di fatto che il tempo passa e la situazione nell’AV5, specialmente all’Ospedale di San Benedetto del Tronto, sta deteriorando sempre più .

Non è vero che tutto va bene !!
Basta vedere lo spopolamento del corpo sanitario per prepensionamento o per fuga verso situazioni e Strutture ospedaliere con più prospettive. Quello che resta dell’Ospedale “Madonna del Soccorso” è solo funzione della buona volontà e professionalità dei singoli Medici. A distanza di tre mesi dalle dimissioni del Primario dott. Paolo Groff, ancora non è stata deliberata la tormentata nomina del Responsabile F.F. del P.S. e Murg. Stessa sorte, ma con modalità diverse, sembra avere il Reparto di Ortopedia e Traumatologia del Presidio ospedaliero di San Benedetto del Tronto a cui la Direzione dell’ASUR aveva riconfermato la Struttura Complessa. Staremo a vedere!

Le relazioni tra il Personale infermieristico e la Direzione dell’AV5 stanno inasprendosi giorno dopo giorno per il blocco del “Fondo per il disagio” a fronte della carenza di personale o delle assenze varie giornaliere. In Ospedale, a tutti i livelli, il rapporto tra diritti e doveri è saltato !

Come se ciò non bastasse, puntualmente, dopo la tornata elettorale e nonostante le falle evidenziatesi nelle Cooperative convenzionate, riparte a San Benedetto del Tronto la procedura per la privatizzazione completa dell’Assistenza domiciliare integrata (ADI).

Solo al “Madonna del Soccorso” si effettuano nuove inaugurazioni di Reparti storici con ampliamento di spazi ma con Organici insufficienti come è successo per la Geriatria e succederà per la Cardiologia che sarà dislocata su tre piani differenti !!! E’ saltata la logica dei Dipartimenti che prevedeva la contiguità di organo e di spazio.

Le ristrutturazioni effettuate, in questi ultimi tempi, hanno stravolto i percorsi assistenziali . Alcuni ambienti non hanno i requisiti a norma per le funzioni da svolgere .
L’Ospedale è ridotto a un mega-ambulatorio. In queste condizioni difficilmente può essere attrattivo per nuovi e giovani Colleghi.

Al Consigliere regionale Urbinati, che continua a riproporre il progetto dell’Hospice dentro l’Ospedale, chiediamo di non infierire ancora di più su questa nostra Struttura ospedaliera ormai nel marasma generale. L’Ospedale di San Benedetto non può essere trattato , senza voler mancare di rispetto a nessuno, come l’Ospedale di Chiaravalle o di Montegranaro o di Loreto. L’Ospedale di San Benedetto del Tronto è un Ospedale di Rete. Deve assolvere ad un altro compito e per le caratteristiche del suo territorio e per l’entità del suo bacino di utenza. E’ un Ospedale che ha fame di posti letto perché destinato alla cura di pazienti affetti da situazioni cliniche allo stato acuto. E con questa carenza di posti letto per le urgenze , noi riempiamo il nostro l’Ospedale con l’Hospice e vendiamo n.200 ricoveri , con i relativi DRG, alla Clinica Villa Anna !!!??? Siamo all’assurdo.

Potrebbe configurarsi un conflitto di interessi .
Gli chiediamo di fermarsi perché sta facendo del male a questa Città. Non riusciamo a capire da quali competenze gli derivino certe indicazioni. Il mondo scientifico , le associazioni professionali sanitarie nazionali e internazionali prevedono l’Hospice realizzato in Strutture residenziali esterne , circondati da ampi spazi verdi, immersi nella natura, progettati per essere vivibili da parte di tutti ospiti, compresi i loro familiari. L’Hospice non è un luogo dove si va a morire, ma a vivere meglio una fase terminale di una malattia incurabile.

E’ bene che si sappia che L’Hospice non è dedicato solo ai pazienti oncologici ma anche ai pazienti affetti da patologie evolutive irreversibili per le quali non esistono trattamenti risolutivi e che non rispondono più alle terapie curative ordinarie. Allora, sarebbe più logico istituire un Reparto di Cure Palliative.

Lo supplichiamo di lasciarci ancora in vita un Ospedale vero che dia risposte congrue ed efficaci alle acuzie e agli interventi primari di cui la Città ha bisogno, almeno fino a quando l’Ospedale “Madonna del Soccorso” non sia ufficialmente dichiarato un Ospedale di Comunità o Casa della Salute e si sia realizzato l’Ospedale Unico del Piceno. Solo allora potrà dare sfogo al progetto dell’Hospice, a meno che non sia stata individuata un’altra soluzione.

Ha dell’incredibile leggere la Convenzione che l’ASUR ha sottoscritto, due giorni fa, con la Clinica Villa Anna di San Benedetto del Tronto per il biennio 2017/18 riguardante le specialità chirurgiche scomparse o fortemente ridimensionate dell’Ospedale Civile cittadino. Tra tutte spicca il caso del Reparto di Ortopedia e Traumatologia che dal 2010 , dal pensionamento del compianto Dott. Orlando Di Matteo, ancora non ha avuto il permesso di indire un Concorso pubblico per Primario nonostante il dr.Genga , Direttore dell’Asur, avesse ripristinato , nel 2014, evidenziando una evidente lacuna organizzativa della nostra area, la Struttura Complessa di Ortopedia e Traumatologia all’Ospedale di San Benedetto del Tronto.

Di fronte a questo marasma solo il Consigliere regionale Urbinati dice che le cose vanno meglio ! La qualità di un Ospedale non si crea con le inaugurazioni di reparti già esistenti o con gli investimenti inappropriati o con progetti non idonei .

Alla luce di tutti questi eventi pensiamo che sia chiaro che la sanità pubblica dell’AV5 debba essere ripristinata nel più breve tempo possibile o con l’Ospedale Unico o con l’Az.Ospedaliera Marche Sud.

(*) DOTT. MARIO NARCISI – Ex Direttore del DEA dell’Ospedale di S.B.T. e Rappresentante provinciale dell’AAROI-EMAC (Associazione Anestesisti Rianimatori Ospedalieri Italiani e Medici dell’Emergenza Accettazione)

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