Dopo 34 anni di attesa, l’Italia ha finalmente una disciplina organica sull’omologazione degli autovelox. Il decreto, firmato dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini lo scorso 9 giugno, è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 157 del 9 luglio 2026 ed è entrato in vigore il 12 luglio 2026, introducendo per la prima volta una procedura chiara per la certificazione dei misuratori di velocità.
Un vuoto normativo lungo trent’anni
La svolta era attesa fin dall’entrata in vigore del Codice della Strada del 1992, che richiedeva l’omologazione degli strumenti senza però definire le modalità per ottenerla. Questo vuoto ha alimentato negli anni migliaia di ricorsi e diverse pronunce della Corte di Cassazione, secondo cui la semplice approvazione ministeriale non equivaleva a una vera omologazione. Il nuovo provvedimento punta a uniformare le regole tecniche su tutto il territorio nazionale e a garantire maggiore trasparenza nella gestione dei dispositivi.
Stop a 850 apparecchi non ancora in regola
Secondo i dati diffusi dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, i dispositivi attualmente attivi perché conformi ai requisiti richiesti sono circa 3.150. Per gli altri, invece, la situazione è diversa: circa 850 unità dovranno attendere che i rispettivi produttori richiedano l’omologazione del prototipo, presentando la documentazione integrativa prevista dal decreto.
Una semplificazione importante riguarda i dispositivi già installati: tutti i rilevatori successivi al 2017 saranno considerati automaticamente omologati, mentre quelli antecedenti verranno sottoposti a test tecnici obbligatori per verificarne la validità.
Le principali novità tecniche
Il decreto introduce un sistema di controlli su più livelli:
- Omologazione del prototipo: da ora ogni nuovo modello di autovelox dovrà ottenere una vera omologazione prima di poter essere installato su strada.
- Taratura iniziale: ogni singolo apparecchio dovrà essere sottoposto a una verifica prima dell’entrata in servizio.
- Verifiche periodiche: controlli almeno una volta all’anno per mantenere la precisione dello strumento nel tempo.
- Sospensione in caso di anomalie: se la certificazione scade o il dispositivo non supera i controlli, non potrà più essere utilizzato per accertare le infrazioni.
- Protezione dei dati: fotografie e rilevazioni dovranno essere protette tramite crittografia e firma digitale, con oscuramento dei dati sensibili nelle immagini frontali dei veicoli.
Cosa cambia rispetto al passato
Il nuovo testo abroga in gran parte il precedente decreto ministeriale n. 282 del 2017, che fino ad oggi disciplinava tarature e verifiche periodiche, fatta eccezione per alcune disposizioni transitorie che restano valide. Il provvedimento richiama anche la cosiddetta “piattaforma autovelox”, istituita con il decreto-legge n. 73/2025 (convertito nella legge n. 105/2025) e già attivata dal Ministero, pensata per centralizzare i dati sui dispositivi installati sul territorio nazionale.
Prima dell’approvazione definitiva, il Ministero ha avviato un censimento nazionale degli autovelox esistenti e ha istituito un tavolo tecnico con Ministero dell’Interno, Ministero delle Imprese e Made in Italy e ANCI, l’associazione dei Comuni italiani.
Le reazioni
Il ministro Salvini ha espresso soddisfazione per il provvedimento, sottolineando che l’obiettivo della sicurezza stradale resta prioritario, senza che i controlli si trasformino in uno strumento per fare cassa a spese dei cittadini. Non mancano tuttavia le voci critiche: l’associazione dei consumatori Assoutenti ha messo in guardia sul rischio che, in assenza di una piena regolamentazione applicativa, gli autovelox non ancora omologati possano compromettere la sicurezza sulle strade.
Cosa aspettarsi nei prossimi mesi
Resta aperto il fronte giuridico. Sarà l’applicazione concreta delle nuove norme, insieme a probabili nuove pronunce dei tribunali, a chiarire se il decreto riuscirà davvero a chiudere una delle vicende più controverse della circolazione stradale italiana, mettendo fine al lungo contenzioso tra automobilisti ed enti locali sulle multe per eccesso di velocità.
