(ap) – Le Marche restano tra le Regioni “promosse” nella pagella ministeriale sui Livelli essenziali di assistenza (Lea), ma sono anche quelle che nel 2024 hanno perso più punti rispetto all’anno precedente. È il quadro che emerge dall’analisi indipendente della Fondazione Gimbe, che si somma ai dati del suo ottavo Rapporto sul Servizio sanitario nazionale.
Nel 2024 risultano adempienti 18 Regioni e Province autonome su 21. Solo Calabria, Sicilia e Provincia autonoma di Bolzano non superano la verifica, contro le otto inadempienti del 2023. Poiché il Ministero non calcola un punteggio complessivo, Gimbe ha sommato i risultati delle tre macro-aree (prevenzione collettiva, assistenza distrettuale e assistenza ospedaliera) su un massimo teorico di 300 punti. Tra le Regioni che arretrano rispetto all’anno precedente compaiono Molise (-1), Umbria (-3), Toscana (-6) e la Provincia autonoma di Trento (-7). Il calo più marcato è quello delle Marche, con -11 punti.
Per il presidente Nino Cartabellotta, se quasi tutte le Regioni vengono promosse mentre aumentano la spesa privata e le rinunce alle prestazioni, non si può concludere che la sanità sia migliorata. La “pagella” ministeriale, osserva, ha una capacità molto limitata di misurare l’effettiva esigibilità dei Lea da parte dei cittadini.
Al centro delle critiche c’è la soglia di sufficienza, fissata a 60 punti in ciascuna delle tre aree e basata su 27 indicatori “sentinella”. Secondo la simulazione di Gimbe, con una soglia minima di 70 punti le Regioni adempienti scenderebbero da 18 a 12. La Fondazione ha chiesto al Ministero e alle Regioni di rivedere le regole della verifica.
Il dato più sensibile per i cittadini marchigiani è nell’ottavo Rapporto Gimbe. Nel 2024 il 10,6% dei marchigiani, oltre 157mila persone, ha dichiarato di aver rinunciato ad almeno una prestazione sanitaria. La media italiana è del 9,9%, e per le Marche si registra un aumento di 0,9 punti percentuali rispetto al 2023.
Non mancano gli aspetti positivi. L’aspettativa di vita alla nascita nelle Marche, nel 2024, è di 84,2 anni contro gli 83,4 della media nazionale. Anche sulle risorse il quadro è migliorato: la quota pro capite del Fondo sanitario nazionale è passata a 2.207 euro nel 2024, sopra la media italiana di 2.181 euro.
Il Rapporto Gimbe descrive un Servizio sanitario nazionale sotto pressione: negli ultimi tre anni risorse in meno per 13,1 miliardi di euro, un cittadino su dieci che rinuncia alle cure, infermieri ai minimi. Per Cartabellotta la tutela della salute continua a dipendere in misura rilevante dalla Regione di residenza.
(Fonti: analisi Gimbe sul monitoraggio Lea 2024 Teleborsa, L’Espresso, 23 settembre 2026; ottavo Rapporto Gimbe Il Resto del Carlino).






