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Alluvioni, 17,1 milioni in manovra: dentro anche le Marche

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Le risorse sono previste per il 2027 e il 2028. Nel testo però non c’è una ripartizione tra le regioni. Nel Piceno erano già stati finanziati interventi per l’evento del maggio 2023.

(ap/Red/offida.info)

La legge di Bilancio 2027 destina nuove risorse ai territori colpiti dalle alluvioni, e tra questi ci sono anche le Marche. L’articolo 113 della manovra autorizza una spesa complessiva di 17,1 milioni di euro nel biennio 2027-2028: 12,8 milioni il prossimo anno e 4,3 milioni in quello successivo.

I fondi riguardano due eventi distinti. Il primo è l’alluvione del maggio 2023, che colpì Emilia-Romagna, Marche e Toscana. Il secondo è quello di settembre e ottobre 2024, che interessò di nuovo l’Emilia-Romagna. Il punto da chiarire riguarda la divisione dei soldi. La norma non dice come gli stanziamenti saranno distribuiti tra i diversi territori. Per ora quindi non si sa quanta parte dei 17,1 milioni arriverà davvero nelle Marche. È probabile che una quota consistente vada alla Romagna, che è stata colpita due volte.

Nel maggio 2023 la zona più colpita della regione fu il Pesarese. Il Consiglio dei ministri dichiarò lo stato di emergenza per sette comuni della provincia di Pesaro e Urbino: Fano, Gabicce Mare, Monte Grimano Terme, Montelabbate, Pesaro, Sassocorvaro e Urbino. Il primo stanziamento fu di 4 milioni di euro. Le richieste di aiuto però furono molto più numerose: arrivarono da 160 comuni marchigiani delle province di Pesaro Urbino, Ancona, Macerata e Fermo.

Anche il nostro territorio è coinvolto nella ricostruzione. Nell’autunno 2024 la struttura commissariale guidata dal generale Figliuolo ha emanato l’ordinanza 33/2024, che ha assegnato alle Marche oltre 82 milioni di euro per 205 nuovi interventi. Tra gli enti beneficiari ci sono la Provincia di Ascoli Piceno e il Comune di Cossignano, insieme a diversi comuni del Fermano come Montegiorgio, Grottazzolina, Petritoli e Monte Giberto, e ad Amandola.

Nella stessa manovra c’è un’altra misura che riguarda da vicino una regione sismica come la nostra. L’articolo 116 riduce da 60 a 30 milioni annui, sia nel 2027 sia nel 2028, il fondo per la riduzione della vulnerabilità sismica degli edifici pubblici. In cambio aggiunge 30 milioni l’anno per il 2029 e il 2030. Secondo la relazione tecnica non si tratta di un taglio definitivo: la dotazione totale resta la stessa, ma viene distribuita su più anni. 

Il testo dovrà ora passare per l’esame del Parlamento. Lì si capirà se la quota per le alluvioni cambierà e se verrà indicato in modo esplicito quanto spetta alle Marche.

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