Un grosso incendio si è sprigionato di prima mattina nell’azienda Adriatica Bitumi di Colli del Tronto. La nube tossica che ne è derivata è visibile a decine di km dal sito. Sul posto i Vigili del Fuoco stanno circoscrivendo le fiamme. Le autorità consigliano agli abitanti in prossimità di non aprire le finestre e non raccogliere ortaggi. Molti cittadini lamentano la caduta di residui bituminosi sui propri terrazzi e tetti.

Massimo Narcisi, Sindaco di Monsampolo: “Questa mattina si è sviluppato un incendio presso lo stabilimento dell’Adriatica Bitumi a Colli del Tronto. I Vigili del Fuoco stanno lavorando per domare le fiamme, mentre i tecnici di Ast ed Arpam stanno effettuando le prime verifiche ambientali. Sono in contatto con il collega Sindaco Andrea Cardilli per avere aggiornamenti e per concordare eventuali provvedimenti da attuare”.

Alessandro Luciani, Sindaco di Spinetoli: “A seguito dell’incendio che si è verificato questa mattina presso l’azienda Adriatica Bitumi di Colli del Tronto, invitiamo la cittadinanza a tenere le finestre chiuse in via precauzionale.
Le squadre di soccorso sono già sul posto e stanno lavorando per domare le fiamme. Siamo in costante contatto con le autorità competenti e vi forniremo ulteriori aggiornamenti non appena riceveremo informazioni sull’evolversi della situazione e sulla qualità dell’aria. Vi preghiamo di seguire scrupolosamente le indicazioni”.

Il Comune di Colli del Tronto: “Chiudere le finestre, incendio sotto controllo, a breve daremo ulteriori disposizioni.ARPAM, AST e VV.FF. sul posto”.

Il Sindaco di Colli, Andrea Cardilli: “Non ce la facciamo più. Io abito a 200 metri e vi assicuro che la situazione è diventata insopportabile – ha detto Cardilli all’Ansa – L’Arpam e l’Ast ci dicono che l’azienda è in regola e come Comune non abbiamo un modo per farla chiudere, altrimenti andremmo incontro al rischio di pagare risarcimenti enormi. Più volte ho pregato loro di delocalizzare; cinque anni fa avevano promesso che si sarebbero trasferiti a Controguerra (Teramo, ndr) dove mi dissero di aver acquisito un sito, ma non l’hanno mai fatto. Anzi, hanno fatto ulteriori modifiche all’impianto attuale spendendo soldi e Arpam e Ast hanno dato l’autorizzazione. Ora hanno una concessione trentennale che, di fatto, ci blocca. L’azienda non ha determinati obblighi di adeguamento alle nuove norme e il Comune non ha strumenti per poterla chiudere”. 

Nella foto di copertina la nube vista da Offida.

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