Crisi idrica nel Piceno: fondi per la ricerca di nuove falde

La crisi idrica nel Piceno si complica. Da ieri sono iniziate le sospensioni notturne del servizio, programmate da CIIP.

“Abbiamo preso questa decisone aspettando che la situazione migliori; l’acqua c’è ma al momento non è sufficiente”, afferma Giacinto Alati, presidente CIIP.

“Abbiamo un deficit di circa 300 litri al secondo – spiega la dottoressa Cristiana Bollettini – Prima la portata era di 500 litri al secondo, dopo il sisma si è ridotta a 200; non sappiamo quando e se potrà tornare a regime, stiamo facendo degli studi con l’Università. E’ assodato che una parte del bacino di ricarica della sorgente è andata persa, adesso l’acqua va sul versante umbro”.

Intanto il Governo ha stanziato oltre 5 milioni di euro dai fondi della Protezione civile, per cercare una soluzione concreta a questa preoccupante crisi idrica, che coinvolge le province di Ascoli Piceno e Fermo.

Lo ha annunciato l’assessore regionale all’Agricoltura e vice presidente della Giunta Anna Casini, durante la presentazione del quadro del Bilancio 2019-2021 della Regione Marche.

“È arrivata la bozza del documento che il presidente Ceriscioli dovrà sottoscrivere – ha spiegato – per utilizzare le risorse nazionali destinati alla ricerca di nuove falde acquifere dopo che il terremoto ha spostate quelle esistenti. Saranno gestite dall’Ato e serviranno a fronteggiare l’emergenza idrica innescata dal sisma sul territorio”.

(ap)

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