Solstizio d’estate: quando l’universo se ne frega, e fa bene

di Alberto Premici – C’è qualcosa di rassicurante, in questi tempi, pensando che, mentre da una parte all’altra del pianeta ci si scambia accuse, sanzioni, missili e dichiarazioni al vetriolo, la Terra continua imperturbabile a inclinarsi di 23,5° sul suo asse e a girare attorno al Sole come se nulla fosse.

Il giorno più lungo dell’anno capita puntualmente ogni 20 o 21 giugno, e se ne frega di chi in quel momento sta litigando o su chi abbia ragione. Il solstizio d’estate, in fondo, è la dimostrazione ‘plastica’, come usano dire certi politici, che esistono leggi che nessun bipolarismo politico può scalfire.

Ho cercato di saperne di più da profano e curioso un po’ di tutto. La Terra non ruota “dritta” attorno al Sole: il suo asse è inclinato di circa 23,5°, come detto, rispetto al piano dell’orbita e ciò determina le stagioni, non la vicinanza al Sole come siamo propensi a credere d’istinto.

Condivido da web “Al solstizio d’estate, l’emisfero boreale è inclinato al massimo verso il Sole. Il risultato pratico è duplice: il Sole raggiunge lo zenit sul Tropico del Cancro (23,5° N), cioè è perpendicolare al suolo esattamente su quella linea immaginaria che passa, tra gli altri luoghi, per il Messico settentrionale, l’Egitto, l’Arabia Saudita e l’India centrale.
Nell’emisfero nord si registra il giorno più lungo dell’anno, con il massimo numero di ore di luce. Più si sale di latitudine, più questo effetto si accentua: oltre il Circolo Polare Artico il Sole non tramonta affatto, dando vita al celebre fenomeno del “sole di mezzanotte”.

Ad Offida e nel resto del Piceno, il solstizio si traduce semplicemente in giornate lunghissime, con luce piena ben oltre le 21 e nel punto più alto raggiunto dal Sole a mezzogiorno durante tutto l’anno.

Ho scoperto inoltre, mentre in sottofondo i tg propinano in loop le dichiarazioni degli imperatori 2.0, che “solstizio” deriva dal latino solstitium, composto da sol (sole) e sistere (fermarsi): per alcuni giorni, osservando l’orizzonte, il punto in cui il Sole sorge e tramonta sembra effettivamente “fermarsi” prima di iniziare il percorso inverso.

Da qui in poi le giornate inizieranno lentamente ad accorciarsi, fino al solstizio d’inverno.

Il solstizio d’estate poi, coincide, nella tradizione contadina marchigiana, con uno dei momenti chiave del calendario rurale, a metà strada tra la mietitura e l’attesa della vendemmia. Sempre se qualche potentato delirante, non deciderà di spostare il sole o comprarlo. Mala tempora.