Approvato dal Consiglio dei Ministri il 15-16 luglio, integra il ddl sicurezza del 5 febbraio 2026. L’obiettivo dichiarato: colpire baby gang, risse e vandalismo di gruppo nelle zone della movida.
(ap) – Il Governo ha dato il via libera alle integrazioni al ddl “Disposizioni in materia di sicurezza e per la prevenzione del disagio giovanile, nonché di ordinamento, organizzazione e funzionamento delle forze di polizia”. All’interno, il capitolo più mediatico è quello etichettato come “norme anti-maranza”.
Le 5 misure chiave
1. Fermo preventivo esteso ai minorenni
È la novità più discussa. Fino a oggi riservato ai maggiorenni per prevenire disordini, ora potrà essere applicato fino a 12 ore anche ai minori, compresa la Polizia Locale, se c’è fondato sospetto di condotte pericolose come il possesso di armi o strumenti atti ad offendere nei luoghi della movida.
2. Divieto di aggregazione: l’avviso orale del questore
Viene modificato l’art. 3 del Codice Antimafia con un nuovo comma 5-bis. Se 5 o più persone adottano comportamenti molesti, intimidatori o violenti in luoghi pubblici e hanno precedenti o misure di prevenzione negli ultimi 5 anni, il questore può disporre l’avviso orale con divieto assoluto di radunarsi in gruppo. L’obiettivo dichiarato è “arginare la proliferazione degli episodi di violenza e vandalismo da parte di bande giovanili”.
3. Stretta su coltelli e lame
Divieto assoluto di portare strumenti con lama flessibile, acuminata e tagliente superiore ai 5 cm. La violazione è punita con reclusione da 1 a 3 anni. Se la lama supera gli 8 cm, pena da 6 mesi a 3 anni. Se il fatto avviene vicino a scuole, parchi, stazioni, banche, la pena aumenta da un terzo alla metà. Divieto totale di vendita di armi, anche online, ai minorenni: sanzioni fino a 12mila euro e revoca licenza per il venditore.
4. Responsabilità dei genitori
La linea del ddl è responsabilizzare le famiglie. Se un minore viene sorpreso con un coltello senza giustificato motivo, multa di 1000 euro ai genitori. In caso di ammonimento del questore, se il genitore non dimostra di non aver potuto impedire il fatto, sanzione da 200 a 1000 euro.
5. Ammonimento a 12-14 anni e carcere per i raid
Ampliati i reati per cui può scattare l’ammonimento del questore anche per i minorenni tra i 12 e i 14 anni: lesione personale, rissa, violenza privata e minaccia con armi.
Per chi partecipa a raid vandalici di gruppo contro arredi urbani, dehors e vetrine: fino a 5 anni di reclusione, multe fino a 15mila euro e obbligo di ripristino a proprie spese.
Il pacchetto contiene anche:
• Zone rosse in città definite dai prefetti dove allontanare soggetti pericolosi
• Daspo urbano esteso a chi commette reati durante manifestazioni e arresto in flagranza differita con video
• Abolizione del risarcimento danni a carico di chi è condannato per eccesso di legittima difesa (caso ispiratore: gioielliere Mario Roggero)
I sostenitori, soprattutto Lega, parlano di risposta necessaria a residenti e commercianti stanchi di risse e rapine. Le opposizioni e le associazioni giovanili denunciano il rischio di “criminalizzazione preventiva” e dubbi di costituzionalità sul fermo di un minore prima che commetta un reato.
Il ddl ora passa all’esame parlamentare. Non è ancora legge definitiva, ma l’impianto politico è chiaro: meno intervento dopo il reato, più strumenti preventivi prima.

