di Alberto Premici – Il 9 maggio si celebra la Giornata dell’Europa, una data che non è stata scelta a caso, ma segna l’anniversario della storica Dichiarazione Schuman del 1950, in cui si propose la creazione di una Comunità Europea del Carbone e dell’Acciaio (CECA).
L’obiettivo era ambizioso ma pragmatico: rendere la guerra impossibile, fondendo la produzione del carbone e dell’acciaio, materie prime del materiale bellico, tra vecchi nemici come Francia e Germania. Creare quindi legami economici così forti da rendere la pace l’unica opzione logica.
Ma la Giornata dell’Europa è il simbolo di un’integrazione che va ben oltre l’acciaio: è un progetto che ha garantito decenni di pace tra le nazioni aderenti, anche attraverso l’incontro di culture, lingue e tradizioni differenti.
Sintesi di questa politica è la cittadinanza comune, che consente libertà di viaggiare, studiare, grazie a progetti come l’Erasmus, e lavorare ovunque nell’Unione.
In questa ricorrenza, le istituzioni aprono le porte ai cittadini, come il Parlamento Europeo, la Commissione e il Consiglio, che organizzano visite guidate e dibattiti. Molte città organizzano eventi musicali e mercatini gastronomici per celebrare le diverse culture europee.
La colonna sonora di queste celebrazioni, non può che essere L’Inno alla Gioia, la melodia di Beethoven che risuona nelle piazze, ricordandoci i valori di libertà e fraternità.
La decisione però di istituire ufficialmente un “Giorno dell’Europa” è stata presa solo nel 1985 durante il vertice di Milano.
Attualmente, l’Unione Europea conta 27 Stati membri. Il panorama è però in continuo mutamento, con diversi paesi che bussano alla porta di Bruxelles e un processo di integrazione che prosegue a diverse velocità.
I 27 Stati Membri: Belgio, Francia, Germania, Irlanda, Lussemburgo, Paesi Bassi, Italia, Spagna, Portogallo, Grecia, Cipro, Malta, Danimarca, Finlandia, Svezia, Austria, Bulgaria, Cechia, Croazia, Estonia, Lettonia, Lituania, Polonia, Romania, Slovacchia, Slovenia, Ungheria.
Questi invece i 9 paesi candidati all’ingresso nell’Unione Europea: Albania, Bosnia-Erzegovina, Georgia, Macedonia del Nord, Moldavia, Montenegro, Serbia, Turchia, Ucraina.

