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Benzina “del sindaco” da Valle Castellana al modello Piceno

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(ap) – Mentre i prezzi dei carburanti in Italia vanno alle stelle, a Valle Castellana, comune montano del Teramano di circa 800 abitanti, si fa rifornimento a 1,75 euro per la benzina e 1,89 per il diesel. Il motivo: l’unico distributore rimasto in paese è gestito direttamente dal Comune, guidato dal sindaco Camillo D’Angelo, oggi anche presidente della Provincia di Teramo.

La scelta non nasce come risposta al caro-carburanti, ma da un’esigenza più antica. Dopo il terremoto del 2016 e il progressivo spopolamento dell’entroterra, il gestore privato dell’impianto valutò di chiudere: per gli abitanti, distribuiti in quasi 40 frazioni su 131 chilometri quadrati, sarebbe stato necessario percorrere una ventina di chilometri per il distributore più vicino. Da marzo 2022 l’amministrazione ha quindi rilevato la licenza, ammodernato l’impianto e ne ha assunto la gestione diretta, acquistando carburante e rivendendolo praticamente a prezzo di costo, senza applicare il margine che un gestore privato dovrebbe caricare per sostenersi.

Il risparmio alla pompa oscilla tra i 10 e i 20 centesimi al litro rispetto alla media regionale, con punte fino a 26-30 centesimi rispetto ai distributori autostradali: su un pieno da 50 litri si arriva a risparmiare anche 15-17 euro. Il giro d’affari dell’impianto è cresciuto di conseguenza, passando da circa 75mila euro nel 2024 a 500mila euro nel 2025, complice l’afflusso crescente di pendolari, operai dei cantieri della ricostruzione post-sisma e automobilisti provenienti anche dal vicino Piceno.

Il Comune ha inoltre attivato, insieme ai servizi sociali, carte prepagate da 500 e 1.000 euro per le famiglie in difficoltà, da spendere al distributore comunale.

Il caso di Valle Castellana ha riportato l’attenzione mediatica su un fenomeno che, in realtà, nel Piceno era già attivo da tempo. A Montedinove l’esperienza è partita nel 2014, tra le prime in Italia: il sindaco Antonio Del Duca racconta di essere stato tra i primi a intraprendere questa strada, con l’impianto oggi affidato a una società partecipata dal Comune. A Force, il distributore comunale è operativo dal 2016, dopo la chiusura del gestore privato: qui la gestione è affidata direttamente ai dipendenti comunali, che applicano un ricarico di appena 7 centesimi al litro, sufficiente a coprire manutenzione e costi di gestione ma senza alcun margine di guadagno per l’ente. Il sindaco Amedeo Lupi sottolinea come il servizio richiami clienti anche dai paesi limitrofi, specie quando il prezzo scende sensibilmente sotto la media.

Sulla stessa linea si sono mossi anche Castignano e Ripatransone, e secondo quanto riportato dal Corriere Adriatico altri comuni piceni starebbero valutando soluzioni simili, complice il caro-gasolio che nelle Marche ha fatto lievitare il costo di un pieno da 50 litri di circa 17-20 euro rispetto ai livelli precedenti alla crisi internazionale dei mesi scorsi.

Gli osservatori invitano comunque alla cautela: secondo analisi economiche citate dalla stampa nazionale, il meccanismo regge finché i volumi di vendita bastano a coprire i costi fissi (personale, manutenzione, adempimenti fiscali) e dipende spesso da una domanda “aggiuntiva” — turisti, pendolari, cantieri — che non si trova ovunque.

Nei centri più grandi, dove operano più distributori privati, un impianto comunale a prezzo di costo rischierebbe inoltre di sollevare contestazioni per concorrenza sleale. Nelle aree interne e montane, tuttavia, come dimostrano i casi di Force, Montedinove, Castignano, Ripatransone e ora Valle Castellana, la gestione pubblica del carburante si conferma una risposta concreta contro lo spopolamento e la desertificazione dei servizi essenziali.