ASCOLI PICENO – Un epilogo positivo per una vicenda che nel tardo pomeriggio di lunedì ha tenuto con il fiato sospeso il centro di Ascoli Piceno. Un uomo di 52 anni, sconvolto da poco dopo aver ricevuto una brutta diagnosi, si trovava in un momento di grave crisi personale nei pressi del ponte di Porta Maggiore.
A far scattare i soccorsi è stata una sua telefonata alla centrale operativa del 118. Gli operatori che hanno risposto alla chiamata non si sono limitati a smistare l’intervento: hanno saputo cogliere la gravità della situazione e sono rimasti in linea con l’uomo, parlandogli e rassicurandolo, per tutto il tempo necessario a far arrivare i soccorsi sul posto.
Decisiva anche la collaborazione tra le diverse squadre intervenute. Personale sanitario e Carabinieri hanno operato in stretto coordinamento, gestendo la situazione con discrezione e tempestività fino alla messa in sicurezza dell’uomo, poi trasferito in ospedale al Mazzoni per le cure e il supporto necessari.
Al di là dell’esito positivo, l’episodio mette in luce un aspetto del lavoro del 118 che raramente emerge: quello di chi, dietro una chiamata di emergenza, non si limita a inviare un mezzo ma sa ascoltare, capire quando una vita è appesa a un filo e restare accanto a chi la sta vivendo. Una competenza fatta non solo di procedure, ma di capacità umana di reggere il peso di quei minuti.
#Se tu o una persona che conosci state attraversando un momento di difficoltà, potete contattare Telefono Amico Italia (02 2327 2327) o il 112.#
(ap)






