di Alberto Premici – Il summit di ieri, tenuto alla Joint Base Elmendorf – Richardson di Anchorage in Alaska (USA), è stato il primo incontro tra Trump e Putin in territorio USA, da quando è iniziata l’invasione dell’Ucraina nel 2022.
I colloqui sono durati quasi tre ore, con una breve conferenza stampa, ma senza accordi formali, né alcun risultato concreto, come il tanto atteso cessate il fuoco.
Donald Trump ha definito l’incontro “molto produttivo”, ma ha ammesso che non si è arrivati ad un’intesa. Nel corso di un’intervista a Fox News ha sottolineato di preferire un accordo di pace globale a un semplice cessate il fuoco, e suggerito che “ora spetta a Zelensky fare un accordo”.
Per Vladimir Putin è stato “un incontro da 10 su 10” e ha affermato un sincero impegno per porre fine al conflitto. Ha anche fatto appello affinché Kiev e l’Europa non ostacolino gli sforzi di pace .
In conferenza stampa ha parlato della necessità di risolvere le “cause profonde” del conflitto, fiancheggiando la sua visione di riconoscimento delle aspirazioni russe in Ucraina.
Stamattina è stata diffusa la dichiarazione congiunta Meloni – Macron – Merz – Starmer – Stubb – Tusk – Costa – von der Leyen: “Questa mattina presto, il Presidente Trump ha informato noi e il Presidente Zelenskyy dopo il suo incontro con il Presidente russo in Alaska il 15 agosto 2025. I leader hanno accolto con favore gli sforzi del Presidente Trump per fermare le uccisioni in Ucraina, porre fine alla guerra di aggressione della Russia e raggiungere una pace giusta e duratura. Come ha affermato il Presidente Trump, “non c’è accordo finché non c’è un accordo”. Come previsto dal Presidente Trump, il passo successivo deve ora essere ulteriori colloqui con il Presidente Zelenskyy, che incontrerà presto. Siamo inoltre pronti a collaborare con il Presidente Trump e il Presidente Zelenskyy per un vertice trilaterale con il sostegno europeo.
Il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni: “Si apre finalmente una spiraglio per discutere di pace. Solo l’Ucraina potrà trattare sulle condizioni e sui propri territori. L’Italia sta facendo la sua parte insieme ai suoi alleati occidentali».


