Terremoto in Venezuela: un disastro senza precedenti in oltre un secolo

Il Venezuela è stato colpito, tra la serata del 24 giugno e le prime ore del 25 giugno 2026, da due devastanti scosse di terremoto che hanno messo in ginocchio il Paese. Si tratta dell’evento sismico più violento registrato nel territorio venezuelano dal 1900.

Secondo le ultime comunicazioni ufficiali della presidente ad interim, Delcy Rodriguez, il bilancio è tragico e in continuo aggiornamento: almeno 164 morti e oltre 971 feriti.  Si teme che il numero possa salire sensibilmente, con rapporti non ufficiali che parlano di migliaia di dispersi.

È stato dichiarato lo stato di emergenza nazionale. Lo stato di La Guaira è stato ufficialmente classificato come “zona di disastro”.

Il sisma è avvenuto in una giornata festiva, la ricorrenza della Battaglia di Carabobo, fattore che ha purtroppo aumentato il numero di persone presenti nelle zone costiere e all’interno delle abitazioni.

Sono state registrate due scosse principali a distanza di pochi secondi l’una dall’altra, una di 7.2 e una di 7.5. L’epicentro è stato localizzato nello stato di Yaracuy, vicino alla città costiera di Morón, a circa 200-300 km da Caracas.

A Caracas e in altre città sono crollati numerosi edifici, inclusi complessi residenziali ad alta densità. L’aeroporto internazionale Simón Bolívar ha subito forti danni ed è stato chiuso.

Al momento, non risultano vittime tra i cittadini italiani residenti nel Paese. Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, e l’ambasciatore a Caracas, Giovanni Umberto De Vito, stanno monitorando costantemente la situazione attraverso le verifiche sui connazionali registrati sul portale Viaggiare Sicuri.

Il governo italiano ha espresso profondo cordoglio per le vittime e vicinanza alla popolazione venezuelana. Il presidente della Camera, Lorenzo Fontana, ha inviato un messaggio di cordoglio alle famiglie delle vittime. L’Italia ha ufficialmente manifestato la propria disponibilità a fornire assistenza internazionale, con la Protezione Civile pronta a inviare un team avanzato per supportare le operazioni di soccorso e ricerca dei dispersi.

La presidente Rodriguez ha ringraziato la comunità internazionale per il pronto sostegno. Tra i Paesi che hanno offerto assistenza immediata figurano Stati Uniti, Gran Bretagna, Messico, Brasile, Cuba e le Nazioni Unite. Anche il Fondo Monetario Internazionale (FMI) ha già stanziato circa 200 milioni di dollari per contribuire alle prime fasi della ricostruzione.

La situazione rimane estremamente fluida e critica, con le squadre di soccorso impegnate in una corsa contro il tempo per estrarre superstiti dalle macerie. Si consiglia ai connazionali residenti nell’area di attenersi rigorosamente alle disposizioni delle autorità locali e di mantenere i contatti con il consolato.

Alberto Premici