Si è aperto oggi un gravissimo scontro diplomatico tra Italia e Israele a seguito di un episodio che ha coinvolto il Patriarca Latino di Gerusalemme.
In occasione della celebrazione della Domenica delle Palme, la polizia israeliana ha impedito l’accesso alla Basilica del Santo Sepolcro al Cardinale Pizzaballa e a padre Francesco Ielpo, Custode ufficiale del sito).
È la prima volta che ai vertici della Chiesa cattolica in Terra Santa viene negata la possibilità di presiedere una funzione così significativa in uno dei luoghi più sacri della cristianità.
L’episodio ha scatenato un’immediata e dura reazione da parte di Roma. Il Ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha annunciato di aver dato istruzioni per convocare d’urgenza l’ambasciatore israeliano al Ministero per ottenere chiarimenti. Tajani ha definito l’accaduto “inaccettabile” e ha espresso profondo sdegno per la violazione della libertà religiosa.
Il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha dichiarato che il divieto imposto a Pizzaballa rappresenta un’offesa verso tutti i credenti e ha espresso la massima vicinanza al Patriarca.
Questo incidente arriva dopo settimane di crescenti attriti tra Pizzaballa e le autorità israeliane/internazionali. Il 24 febbraio 2026, Pizzaballa aveva accusato la comunità internazionale di adottare “due pesi e due misure”, permettendo a Israele in Palestina ciò che viene invece sanzionato alla Russia in Ucraina. Il Cardinale si è espresso duramente contro il piano di pace proposto dall’amministrazione Trump (denominato Board of Peace), definendolo un’operazione dal sapore “colonialista”.
In recenti interventi, il Patriarca ha descritto una situazione umanitaria apocalittica a Gaza, affermando che “giustificare la guerra con la religione è peccato”.
La crisi è attualmente al suo apice. L’Italia, pur mantenendo storicamente una posizione di equilibrio, sta assumendo un tono molto critico verso le azioni unilaterali di Israele, specialmente laddove queste colpiscono le istituzioni cristiane e la libertà di culto. Le prossime ore saranno decisive per capire se Israele fornirà scuse ufficiali o se il solco diplomatico con Roma e il Vaticano è destinato ad approfondirsi ulteriormente.
