Sanremo: “fuori Junior Cally! “.

di Alberto Premici – Torna il Festival di Sanremo e le polemiche sui contenuti che propone da qualche anno a questa parte.

Una valanga di critiche stavolta sono piovute sulla scelta di far partecipare il discusso Junior Cally (Antonio Signore) all’edizione 2020. Unanime e trasversale il coro dei no dal mondo della politica e della cultura. Il rapper, ritenuto “sessista ed eticamente inaccettabile”, dovrebbe proporre “No grazie”, nella categoria dei big, definito anche come “un brano esplosivo all’insegna dell’ultrarap antipopulista sull’Italia di oggi”.

Questo uno stralcio di alcuni testi dell’artista, decisamente espliciti, contenuti in altri brani: “Lei si chiama Gioia, beve poi ingoia. Balla mezza nuda, dopo te la da. Si chiama Gioia, perché fa la tr*ia, sì, per la gioia di mamma e papà’. ‘Questa non sa cosa dice. Porca tro*a, quanto ca**o chiacchera? L’ho ammazzata, le ho strappato la borsa. C’ho rivestito la mascherà. ‘state buoni, a queste donne alzo minigonnè. ‘me la chi*vo di brutto mentre legge Nietzchè. ci scopi*mo Giusy Ferreri; ‘lo sai che fotti*mo Greta Menchi; ‘lo sai voglio fott*re con la Canalis’; ‘queste put**ne con le Lelly Kelly non sanno che fott*no con Junior Cally’.

E meno male che, quella che andrà in scena all’Ariston dal 4 all’8 febbraio 2020, doveva essere un’edizione «all’insegna della donna».

Anche il presidente della Rai, Marcello Foa, prende posizione sulla vicenda: “Amadeus (direttore artistico, ndr) riporti il festival nella giusta dimensione”.

Nella nostra provincia è la Presidente della Commissione Pari Opportunità della Provincia di Ascoli Piceno, Maria Antonietta Lupi a puntare il dito sul testo della canzone e su chi l’ha scelta: “Ritenendo vergognoso, abietto, volgare il contenuto delle canzoni di Junior Cally, chiedo che non si permetta al soggetto di partecipare al festival di Sanremo. In subordine, si chiedono le dimissioni del direttore artistico del festival Amadeus. Le scelte della direzione artistica del Festival di Sanremo 2020 sono in palese contrasto con il contratto di servizio della Rai, istituzione pubblica e nazionale, i cui principi generali prevedono di ‘superare gli stereotipi di genere, al fine di promuovere la parità e di rispettare l’immagine e la dignità della donna anche secondo il principio di non discriminazione’, oltre alla promozione ‘delle pari opportunità, del rispetto della persona, della convivenza civile, del contrasto a ogni forma di violenza. Gli stessi obiettivi per cui la Cpo della Provincia di Ascoli Piceno si batte da decenni”.

Il rapper replica secco: «O si accetta l’arte del rap, e probabilmente l’arte in generale, che deve essere libera di esprimersi, e si ride delle polemiche. Oppure si faccia del Festival di Sanremo un’ ipocrita vetrina del buonismo, lontana dalla realtà e succursale del Parlamento italiano».

Il cantante è stato segnalato alla Commissione di Vigilanza Rai.

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