Rsa Offida, sospetti e minacce nelle intercettazioni

di Alberto Premici – OFFIDA – In base ai dettagli delle intercettazioni telefoniche e ambientali riportate dalla stampa, si fa sempre più grave la posizione dell’infermiere Leopoldo Wick, accusato delle morti sospette presso la RSA di Offida, tra gennaio 2017 e febbraio 2019.

Un’operatrice sanitaria della struttura, durante una conversazione, avrebbe detto, riferendosi al collega incriminato: “Quel cazzo di Wick ha fatto fuori due persone. Mi disse ’ci penso mi… io l’imbarco’, e citando le parole dello stesso: “voi non sapete imbarcare… io damò che l’avevo imbarcata” riferendosi ad un’ospite della RSA.

Il giudice Annalisa Giusti non ha mezzi termini per descrivere quanto emerso dall’impianto accusatorio della Procura e dai Carabinieri, nei confronti dell’infermiere della Rsa di Offida: “Leopoldo Wick ha posto in essere plurime condotte omicide con studiata premeditazione e lo ha fatto con modalità insidiose e difficili da scoprire, trattandosi di un soggetto che era deputato alla cura e all’assistenza di anziani vulnerabili per età e malattie. Anziché assisterle amorevolmente, ha deliberatamente deciso di ucciderle”.

Per il giudice è certa la “tendenza dell’indagato a minacciare più o meno velatamente le proprie colleghe”, come nei confronti di un’infermiera che, nutrendo sospetti sui alcuni decessi nella struttura, aveva segnalato la cosa ai Carabinieri ed alla quale Wick avrebbe detto: “Tanto so dove sta la tua macchina, puoi incontrare qualcuno per la Valtesino che ti aspetta e non sai che può succedere”.

Sulla segnalazione, origine delle indagini, le parole del procuratore di Ascoli Piceno, Umberto Monti, “…dopo aver cercato di esternare i suoi sospetti ad altro personale sanitario e ad alcuni suoi superiori senza trovare ascolto, la donna si è rivolta ai Carabinieri della stazione di Offida, che non hanno sottovalutato la segnalazione, l’hanno coordinata con alcune lamentele da parte dei familiari degli ospiti e hanno interloquito immediatamente con la Procura della Repubblica per gli eventuali approfondimenti”.

Questo caso sconcertante ha ormai varcato i confini nazionali e diverse testate europee riportano la notizia del presunto killer della struttura offidana, che era ed è vanto per la collettività e per il circondario, come è giusto che sia. L’orrendo episodio non scalfirà di certo la correttezza e la professionalità dell’intero staff sanitario e il buon nome della cittadina Picena, sempre accogliente, solidale e laboriosa.

Rammarico e sconcerto nelle parole del sindaco di Offida, Luigi Massa: “Nella Rsa di Offida è stata ricoverata mia madre e posso assicurare che le sono state sempre prestate le migliori cure e assistenza, con grande umanità. Vi lavorano persone serie e preparate e al Comune di Offida non sono mai giunte lamentele. La struttura si è distinta anche durante l’emergenza Covid che è stata gestita dal personale con precisione e rispetto dei protocolli, tanto che non sono stati registrati casi di positività al Covid. Sono addolorato – continua il primo cittadino – per queste povere vittime e per la sofferenza arrecata ai familiari. Soprattutto per loro. la giustizia deve fare il suo corso. Non deve però sfuggire il particolare importante che ad essere accusata di questi fatti terribili è una persona sola, un infermiere”.

Sulla stessa lunghezza d’onda il dott. Cesare Milani, direttore dell’area vasta 5 dell’Asur Marche: “L’omicidio di 8 anziani ricoverati nella Rsa di Offida è un fatto terribile!. Siamo nelle mani della procura e consapevoli della gravità della situazione emersa. Gli inquirenti hanno la nostra totale disponibilità a collaborare alle indagini, affinché emerga quanto prima la verità e le responsabilità del soggetto coinvolto. Voglio inoltre esprimere il mio sentito cordoglio ai familiari delle vittime in un momento in cui il loro dolore per la perdita si rinnova. Attendiamo fiduciosi la conclusione delle indagini per avere giustizia di queste morti innocenti. Condivido – conclude il direttore – le parole del sindaco di Offida, Luigi Massa, quando evidenzia che l’eventuale responsabilità di un singolo non deve oscurare la validità del centro di eccellenza marchigiano né l’operato di decine tra medici, sanitari, amministrativi, Oss e infermieri che si adoperano quotidianamente per il benessere e la salute dei nostri cari anziani”.

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