Il 25 aprile 2026 è già stato segnato in diverse città italiane da tensioni, scontri e forti contrapposizioni politiche, che hanno in parte oscurato il significato unitario della ricorrenza.
A Roma si sono registrati gli episodi più gravi. Nella zona di Porta San Paolo, il corteo è stato attraversato da momenti di forte tensione quando alcuni manifestanti con bandiere ucraine sono stati aggrediti da altri partecipanti.
Durante gli scontri sarebbero stati utilizzati spray urticanti, causando malori e l’intervento dei soccorsi. Le forze dell’ordine sono intervenute per separare i gruppi contrapposti e riportare la calma.
In via delle Sette Chiese, vicino al Parco Schuster, dopo il corteo ANPI, sono stati esplosi colpi con una pistola ad aria compressa. Due persone sono rimaste ferite in modo lieve.
I colpi sarebbero partiti da persone a bordo di uno scooter, che si sono poi allontanate. Le vittime avevano partecipato al corteo e sono state soccorse dal 118.
Clima teso anche a Milano, dove il corteo si è svolto in un contesto fortemente polarizzato. Qui le principali criticità non sono state tanto gli scontri fisici quanto le contestazioni politiche. Alcuni gruppi hanno preso di mira la presenza della Brigata ebraica, con cori e slogan offensivi e contestazioni esplicite.
Tra le frasi urlate durante il corteo, secondo diverse testimonianze, si sono sentiti slogan come “fuori i sionisti dal corteo” e altre espressioni di forte ostilità, che hanno contribuito ad accendere ulteriormente il clima e a creare momenti di tensione lungo il percorso.
In generale, le manifestazioni del 25 aprile anche quest’anno hanno risentito di un clima già acceso nei giorni precedenti, caratterizzato da polemiche, provocazioni e segnali di crescente radicalizzazione del confronto pubblico. In varie città si sono registrati episodi minori di tensione, tra lanci di oggetti, insulti e momenti di attrito tra gruppi con posizioni opposte.
Il bilancio complessivo restituisce quindi una giornata partecipata ma segnata da divisioni: accanto alle celebrazioni istituzionali e ai cortei pacifici, non sono mancati episodi di violenza e scontro politico che hanno riportato al centro il tema della difficoltà, sempre più evidente, di mantenere un terreno condiviso anche nelle ricorrenze più simboliche della storia repubblicana.

