di Alberto Premici – È durata poco più di mezz’ora, ma è bastata a mettere in ginocchio la Riviera. La cella temporalesca che ieri sera, tra le 22:00 e le 23:30, ha attraversato il Piceno da ovest verso est ha scaricato pioggia intensa, vento forte e grandine di medie-grandi dimensioni su tutta la fascia costiera.
Secondo i dati e i modelli orari, su San Benedetto si sono registrati picchi di 4-6 mm di acqua in un’ora con raffiche fino a 50 km/h, in un quadro che già prevedeva pioggia in serata. Stamattina la Protezione Civile ha diramato allerta gialla ordinaria per rischio idrogeologico.
Il corridoio più colpito è quello Grottammare – San Benedetto – Porto d’Ascoli – Cupra Marittima. Spiagge e lungomare: stabilimenti imbiancati dalla grandine, come già accaduto in passato sul litorale piceno con spiagge trasformate in paesaggi invernali. Lettini, ombrelloni e dehors divelti dal vento. Viabilità: strade allagate, sottopassi in sofferenza, circolazione a rilento sulla Statale 16. Segnalati rami e alberi caduti a Monteprandone e San Benedetto, una dinamica ricorrente in questi eventi nel Piceno.
Auto e abitazioni: centinaia di auto danneggiate, parabrezza crepati, scossaline e grondaie divelte. In alcune zone di Porto d’Ascoli segnalati allagamenti di garage e scantinati. Agricoltura: danni pesanti attesi su vigneti, frutteti e ortive dell’entroterra prossimo alla costa. La Coldiretti ricorda che la grandine è l’evento più temuto perché in pochi minuti può azzerare un anno di lavoro.
I Vigili del Fuoco hanno lavorato per tutta la notte con decine di interventi in una sola notte per alberi pericolanti e allagamenti. La parte più delicata riguarda le persone. Al Pronto Soccorso dell’Ospedale Madonna del Soccorso di San Benedetto si è registrato un afflusso anomalo tra le 22:30 e le 2:00 di notte.
Da prime informazioni, non ancora consolidate in un bollettino ufficiale AST, si parlava di 8-12 accessi per codice verde per contusioni da grandine (trauma cranico lieve, escoriazioni a braccia e spalle) di persone sorprese in spiaggia, in bici o in scooter sul lungomare, 2 cadute per scivolamento su manto bagnato/grandine, 1 ferita da caduta di ramo / materiale divelto dal vento. Poi nella mattinata il bilancio si è fatto più pesante e, secondo l’Ansa, sarebbero almeno 60 le persone che si sono recate al pronto soccorso.
Tutti i pazienti sono stati dimessi con prognosi di pochi giorni e tenuti in osservazione. Attendiamo la nota ufficiale della Direzione AST Piceno per il bilancio definitivo.
Il fenomeno, per quanto breve, è stato classificato come “forte e a carattere grandinigeno”, simile a quello che in passato ha reso necessario l’intervento di rinforzi da Pesaro per oltre cento interventi in poche ore ad Ancona.
La perturbazione sta traslando verso sud-est. Per oggi sono ancora attesi rovesci residui, poi miglioramento con calo termico sotto i 30 gradi su tutto il versante adriatico, come indicato dal bollettino nazionale.
Il Comune di San Benedetto e la Protezione Civile Picena invitano a segnalare danni a privati e attività tramite i canali ordinari e a prestare attenzione a lastre e tegole divelte.
L’appello del presidente Cia Marche, Alessandro Taddei.”La Regione Marche e gli enti competenti verifichino rapidamente la sussistenza delle condizioni necessarie per il riconoscimento dello stato di calamità e per l’attivazione di misure straordinarie”.
“Non c’è al momento nessun vigneto che faccia registrare danni inferiori al 50% nelle aree colpite – afferma il direttore Cia Macerata-Fermo-Ascoli Mauro Moreschini – Sono state colpite anche le coltivazioni di frutta, in particolare pesche e mele, ma anche le colture portaseme, i girasoli, gli ortaggi, le colture orticole. E sono da valutare gli oliveti nei prossimi mesi. Danni anche alle rimesse agricole e ai fabbricati e alcuni pannelli fotovoltaici sono stati letteralmente disintegrati”.
Nel video il passaggio della perturbazione, che lambisce il centro di Offida.

