Riforma scolastica: 1° puntata

La prossima settimana si riaprono le scuole marchigiane con tante polemiche e discussioni causate dal tormentone estivo: il nuovo decreto legge, non ancora approvato dal parlamento, sulle riforme scolastiche proposte dal ministro dell’istruzione Mariastella Gelmini. Riforme che toccano tutti gli ordini di scuola, dalla primaria all’Università. Con questa inchiesta vogliamo intervistare i presidi dei più importanti istituti della zona, facendo luce sulle nuove proposte, sulle Loro opinioni e per cercare di far capire ai genitori degli studenti e a coloro che non sono nell’ambiente, cosa probabilmente cambierà nella scuola e se questo inciderà fortemente sull’istruzione dei propri pargoli. Ogni giorno, per tutta la settimana, incontreremo un dirigente diverso per ogni ordine di scuola. Qui di seguito riportiamo la prima intervista al preside dell’istituto Comprensivo di Offida Professor Giovanni Isopi che dirige, con impegno ed entusiasmo, sia la scuola primaria che la secondaria di primo grado della nota cittadina della provincia ascolana.

Prima fra tutte, la riforma propone il reinserimento del “maestro unico”, un solo insegnante a gestire una sola classe e per tutti gli anni di permanenza dello studente nella scuola primaria. Si ha l’impressione di ritornare così, alla vecchia scuola, un déjà vu!
“Proprio ieri sera ho ascoltato l’intervista al ministro Gelmini la quale assicurava che il maestro unico sarà affiancato da un insegnante di inglese a cui verranno aumentate delle ore. Ora chiaramente, secondo me, è solo un motivo politico per diminuire la spesa pubblica del personale. Che la scuola di una volta con un maestro unico funzionasse, e funzionasse bene, ne sono convinto, l’ho sperimentato personalmente. Oggi non lo so perché dopo che per circa 30 anni nella scuola elementare sono subentrati più maestri, dai 4 ai 5 per classe e anche di più, penso che per diversi anni a venire, se la riforma verrà approvata, gli insegnanti avranno delle enormi difficoltà, e loro lo hanno già fatto presente. Se noi pensiamo che la maggior parte degli insegnanti purtroppo, da circa 30 anni, ha insegnato in un certo ambito, o linguistico o scientifico ecc., sarà molto difficile adattarsi a svolgere tutte le materie, quindi, indubbiamente, l’introduzione di una tale novità comporterà delle difficoltà”.

Sul voto in condotta?
“Sul voto in condotta sono completamente d’accordo; condivido pienamente la decisione perché gli insegnanti oggi non hanno in mano niente per poter farsi rispettare in quanto le famiglie, purtroppo, non aiutano. Io vedo da parte delle famiglie una certa latitanza, si vedono poco e il più delle volte per lamentarsi! Io insisto nel chiedere la collaborazione dei genitori perché se loro non interagiscono attivamente con gli insegnanti e con la scuola, tutto quello che noi ci proponiamo di fare, gli obiettivi che ci proponiamo di raggiungere dal punto di vista educativo e didattico, diventano difficili da perseguire, soprattutto se le decisioni non vengono condivise. E’ inutile che noi diciamo una cosa poi a casa se ne fa un’altra o vice versa; o se un insegnante riprende un bambino e il genitore viene qui e riprende l’insegnante… è una cosa pazzesca!
Penso che bisogna ridare all’insegnante il proprio ruolo, la propria dignità, la propria professionalità, qualità che aveva una volta e che oggi non ha più”.

Ma queste riforme saranno sufficienti a migliorare la condizione scolastica? E se no, cosa si dovrebbe fare dal suo punto di vista? C’è una soluzione?
“No, non bastano. Secondo me ci vuole un cambio generazionale per risolvere la situazione, perché è una questione di educazione: oggi i genitori “delegano” troppo; accollando quelli che dovrebbero essere i propri doveri alla scuola, pensano di risolvere i loro problemi sociali, di lavoro, gli impegni. Pensano di stare tranquilli con la propria coscienza concedendo tutto: qualsiasi cosa il figlio desideri, lo accontentano, così facendo mettono a tacere i propri complessi di colpa. Quando parlo con i genitori domando sempre: quanto tempo passate con i vostri figli? Un’ora? Due ore? E durante questo tempo cosa fate? Durante la cena guardate la TV o parlate con i figli?”

Cosa ne pensa della reintroduzione del grembiule?
“Per il grembiulino sono perfettamente d’accordo, io l’ho proposto l’anno scorso dal primo giorno di scuola, e sarà obbligatorio da quest’anno in Offida perché nel prossimo consiglio di istituto verrà approvato. I genitori hanno tutti condiviso anzi, volevano tutti cominciare l’anno nuovo con il grembiule, sono stati loro a chiedermi informazioni a riguardo”.

Termina qui l’intervista con l’indaffaratissimo preside della scuola offidana alle prese, da quest’anno, anche con la ristrutturazione dello storico edificio scolastico di via Ciabattoni. Gli ostacoli sono tanti e se ne presentano sempre di nuovi ma l’entusiasmo, nonostante le tante difficoltà dovute alle dislocazioni provvisorie dei vari plessi, non diminuisce.

Il seguito alla prossima puntata. (Fonte: www.ilquotidiano.it – autrice: Francesca Poli)

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Author: Offida.info

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