Parlare di persecuzione dei cristiani oggi significa guardare a una realtà in costante peggioramento. Secondo gli ultimi dati della World Watch List 2026 (pubblicata da Porte Aperte a gennaio 2026) e del Rapporto 2025 di Aiuto alla Chiesa che Soffre, la pressione sulle comunità cristiane ha raggiunto livelli storici.
Sono 388 milioni i cristiani che nel mondo subiscono un livello “alto”, “molto alto” o “estremo” di persecuzione e discriminazione. In pratica, 1 cristiano su 7. 4.849 i cristiani uccisi per ragioni legate alla fede, con la Nigeria che rimane l’epicentro dei massacri. 3.632 le chiese o gli edifici cristiani (scuole e ospedali) attaccati, chiusi o distrutti. 4.712 i cristiani arrestati o detenuti senza processo, 3.302 quelli rapiti. 1,25 milioni i cristiani costretti a fuggire dalle proprie case, diventando sfollati o rifugiati (rapporti 2026 – 2026).
La persecuzione non è uniforme ma assume forme diverse a seconda della regione:

La Nigeria al 7° posto detiene il triste primato per il numero di vittime a causa degli attacchi di gruppi terroristici come Boko Haram e i pastori Fulani. In paesi come la Cina, la tecnologia viene usata per monitorare le comunità. Il riconoscimento facciale e l’intelligenza artificiale permettono di tracciare chi frequenta le chiese, anche quelle legali, e di limitare l’accesso a servizi pubblici per chi è considerato “non allineato” ideologicamente.
In nazioni come l’India, si osserva la cosiddetta “persecuzione ibrida”: non solo violenza fisica, ma leggi anti-conversione che rendono illegale cambiare fede o predicare, spesso sostenute da una retorica politica che identifica l’identità nazionale con una sola religione.
Il rapporto 2025 di Aiuto alla Chiesa che Soffre evidenzia un aumento dell’intolleranza anche in Occidente. Non si parla di violenza sistematica, ma di una “persecuzione educata”: discriminazioni legali, censura del discorso religioso e attacchi vandalici a luoghi di culto.
Gli analisti identificano tre motivi principali causa di questo incremento persecutorio: regimi che vedono in ogni lealtà esterna allo Stato, come quella a una religione, un atto di tradimento. Estremismo ideologico: gruppi che usano la religione come arma politica per il controllo del territorio (Sahel, Medio Oriente). Indifferenza internazionale: la persecuzione religiosa è spesso sacrificata sull’altare di interessi economici o diplomatici più ampi.
