
Oggi è stata presentata la prima enciclica di Papa Leone XIV, intitolata Magnifica Humanitas. Il documento è dedicato alla “custodia della persona umana nel tempo dell’intelligenza artificiale”. L’enciclica analizza l’impatto dell’IA non solo come questione tecnica, ma come una vera e propria sfida antropologica e culturale, toccando temi come il lavoro, la dignità umana, la creatività e le relazioni sociali.
Si tratta di un evento senza precedenti poiché è avvenuto alla presenza del Papa stesso presso l’Aula del Sinodo. Tra i relatori figurano esperti di teologia, dottrina sociale della Chiesa e il co-fondatore di Anthropic, Christopher Olah, a sottolineare l’apertura del dibattito anche al mondo scientifico e tecnologico.
L’enciclica è stata firmata il 15 maggio, data che richiama il 135° anniversario della Rerum Novarum di Leone XIII, ponendosi in una linea di continuità ideale riguardo all’attenzione della Chiesa per le grandi trasformazioni sociali.
Il documento, che conta cinque capitoli e 245 paragrafi, è interamente dedicato alla custodia della persona umana nell’era dell’intelligenza artificiale. Nonostante il tema tecnologico, il Papa sceglie di porre l’accento sulla dimensione antropologica piuttosto che su quella puramente tecnica.
Il Papa denuncia il rischio del “paradigma tecnocratico”, in cui l’efficienza diventa l’unica misura del valore umano. Il filo conduttore è la frase: «Siamo un desiderio, non un algoritmo». Leone XIV avverte che l’IA non è uno strumento neutrale e invita a denunciare le “nuove schiavitù digitali”, esortando a un uso della tecnologia che sia sempre al servizio della dignità di ogni persona, specialmente degli ultimi.


