di Alberto Premici – Offida non è solo un borgo celebre per il suo merletto a tombolo, il suo carnevale o la ricca tradizione vitivinicola, ma potrebbe rappresentare un osservatorio privilegiato per comprendere le trasformazioni che hanno segnato l’entroterra marchigiano negli ultimi 165 anni.
Negli anni ’20/’30 Offida era un centro pulsante, fulcro di un’economia mezzadrile, basata sulla terra e su un fitto tessuto sociale che garantiva la costanza del fondamentale ricambio generazionale.
Il secondo dopoguerra poi ha rappresentato il punto di svolta. L’industrializzazione e il boom economico hanno agito come potenti forze centrifughe. La popolazione ha iniziato una discesa graduale ma inesorabile.
Osservare i numeri della sua popolazione significa ripercorrere la storia stessa dell’Italia moderna, dall’epoca agricola del Regno d’Italia, fino alle sfide della contemporaneità.
Dall’Unità d’Italia, Offida ha vissuto una fase di costante crescita. Una tendenza che non solo è rimasta solida, ma si è consolidata fino a raggiungere oltre 7000 residenti durante il ventennio e raggiungere il picco storico nel 1951 con ben 8046 unità.
È in questi decenni che si consuma l’abbandono delle campagne e il progressivo invecchiamento della popolazione, un fenomeno che ha investito gran parte dei comuni dell’entroterra, portando la cittadina a scendere sotto la soglia dei 5.500 abitanti entro la fine del secolo.
Secondo i dati provvisori Istat aggiornati al 31 marzo 2026, Offida conta oggi 4.554 abitanti. Inserita nel contesto provinciale, la cittadina occupa la nona posizione per densità abitativa, alle spalle di centri come Cupra e Spinetoli.
Il decremento demografico, sebbene fisiologico in un’Italia che invecchia, pone interrogativi urgenti soprattutto su come coniugare la tranquillità del borgo con i servizi necessari alle nuove generazioni e su come trasformare le eccellenze culturali locali, in attrattività per le giovani coppie.
La sfida del presente non è necessariamente quella di tornare ai numeri del 1951, pressoché impossibile per ragioni diverse, quanto quella di garantire, ai cittadini di oggi, di poter trovare un luogo dove restare, creare le proprie economie e trasferire tutto alle nuove generazioni.
Questo, per chi conosce la transizione demografica ed economica della nostra comunità, non accade da decenni se non in rari esempi che definirei “eroici”, viste le scarse opportunità di sviluppo attuali.
Riporto un grafico sintetico sul trend della popolazione residente a Offida (1861-2026)


