Offida ricorda la figura di Loris Annibaldi con una mostra

annibaldi

Sabato 26 ottobre 2019, con inizio alle ore 11,00, presso il Polo Museale di Palazzo De Castellotti in Via Roma, verrà inaugurata la mostra con la quale l’Amministrazione Comunale ricorderà la figura eroica del Tenente Medico Loris Annibaldi.

Il Dott.Annibaldi, nacque in Offida l’11 Marzo 1912. Di indole vivace e generosa, frequentò le scuole medie di Osimo e di Macerata. Nel Luglio del 1931 ottenne, in Ascoli Piceno, la Maturità Classica. Sull’esempio del padre, il compianto dott. Giovanni Annibaldi, scelse la professione del medico e si iscrisse alla facoltà di medicina a Torino, laureandosi brillantemente nel Luglio 1937.

Fu allievo della Scuola della Sanità Militare di Firenze e poi sottotenente medico presso il 1° Reggimento Artiglieria di Pesaro. Nel 1939 gli fu dato l’incarico provvisorio di medico condotto nel Comune di Montegallo. Allo scoppio della seconda guerra mondiale fu chiamato a compiere la sua opera in un battaglione di bersaglieri e inviato, quale sottotenente medico, sul fronte greco e qui, a Erseki, a quota 1464, moriva tra il 12 e il 21 Novembre del 1940 (incerto il giorno preciso).

Il corpo non è stato mai identificato. Il giornale “Eja!”, sul numero 5 del 1° Dicembre 1941, così si esprimeva: “Eroe della terra picena! Il sottotenente medico Loris Annibaldi da Offida aveva partecipato con i suoi bersaglieri del 4° alla battaglia del fronte occidentale; fin da allora aveva richiamato su sé l’attenzione dei superiori per la sua valentia professionale e per la sua tempra adamantina. Stimato dal comandante, pregiato dai suoi camerati ufficiali, era quasi adorato dai suoi bersaglieri ai quali soleva dare tutto il suo amore e tutta la sua scienza.

Sbarcato in Albania e destinato al fronte greco entrava con il suo battaglione subito in linea, facendosi notare per la mirabile calma di fronte al pericolo. Dal 12 al 21 Novembre 1940, in nove giorni di continui, aspri e duri combattimenti fu magnifico per sprezzo del pericolo, per tenacia, per fede destando ammirazione in chi gli stava vicino”. Il 20 Dicembre 1953, su incarico del Ministero della Difesa, il colonnello dei bersaglieri Emilio Di Pietrantonj, in piazza del Popolo di Offida, gli conferì la medaglia d’oro alla memoria, appuntandola sul petto del padre Giovanni mentre il reparto degli Allievi Ufficiali di Ascoli Piceno presentava le armi.

La motivazione: “Ufficiale medico di battaglione, si offriva di far parte di un reparto incaricato di attuare un colpo di mano nelle linee nemiche. In nove successivi giorni di continui aspri combattimenti, si prodigava in maniera ammirevole nella sua missione, distinguendosi per coraggio e altruismo. Ferito ad una gamba rifiutava di essere sgombrato e ordinava ai portaferiti di portargli vicino i colpiti per prestar loro le prime cure. Rimasto sul terreno della lotta, dopo che i superstiti del battaglione, rotto il cerchio nemico che li rinserrava si erano aperti un varco, al nemico sopraggiunto che gli intimava la resa, rispondeva con le ultime bombe a mano, provocandone la reazione che lo colpiva mortalmente. Immolava così la sua fiorente giovinezza per aver voluto generosamente oltrepassare i limiti dei più alti doveri di soldato e di medico”.

Il comitato cittadino per le onoranze alla medaglia d’oro “Loris Annibaldi” era composto da: Italo D’Angelo, Stanislao Castelli, Dora Castellucci, Libero De Santis, Don Amedeo Di Matteo, Francesco Farano, Angelo Luzi, Danilo Maggiolini, Giacomo Michelangeli, Giulio Nardinocchi, Renato Santeusanio. L’allora sindaco di Offida, Italo D’Angelo, ebbe a dire: “…La nostra città è orgogliosa di aver dato i natali a tale giovane che al dovere offrì l’estremo sacrificio della sua vita e noi oggi rendiamo omaggio a tanto eroico valore. Null’altro possiamo aggiungere al tributo di onori che una invocazione suprema. Da tanta illuminata memoria traggano i dovuti insegnamenti noi e le generazioni future, e primi fra tutti, accanto al rispetto per il valore e il sacrificio, l’amore per la propria terra, per la pace fra gli uomini”.

Per l’occasione, intervennero l’On. Tambroni in rappresentanza del Governo, il Prefetto di Ascoli Piceno dott. Cappellini, il gen. Medico dott. Piccioli, le medaglie d’oro prof. Fantini e col. Carolei, oltre a numerose autorità politiche, civili, militari e religiose. Oggi, nella terra dove Loris Annibaldi nacque, tre lapidi ricordano il suo nome: sulla facciata della casa paterna in via S. Francesco, all’ingresso dell’ex ospedale, e sul monumento ai caduti in piazza della Libertà. Intitolati a lui sono anche l’ospedale militare di Milano e l’infermeria della caserma “Del Monte” di Pesaro.

Nel 50° anniversario della sua morte, l’Amministrazione Comunale di Offida ha voluto ricordare la figura dell’eroe. Il 15 Dicembre 1990 si è tenuta una solenne cerimonia commemorativa con l’intervento di numerose autorità, della fanfara dei bersaglieri e di un reparto di Allievi Ufficiali di Ascoli Piceno. “Oggi celebriamo il 50° anniversario della morte di un illustre figlio della nostra terra, Loris Annibaldi – ebbe a dire il maestro Libero De Santis nella sua allocuzione-  Si, siano benedette queste cerimonie, esse servono a rinfrancarci e rimanere saldi contro il bestiale materialismo che tenta di distruggere la parte più nobile dell’uomo: lo spirito, i suoi principi morali e gli ideali più alti con freddo cinismo, irridendo tutto ciò che è bello, buono e santo. Se nella vita e nel quotidiano lavoro ci ispireremo al sentimento di bontà e di altruismo, e saremo consapevoli del dovere da compiere, sicuramente la società ne sentirà benefici effetti”.

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