Proprio in questi giorni il dibattito sulla nuova legge elettorale è entrato nel vivo. La maggioranza di governo ha raggiunto un accordo di massima su un nuovo sistema, soprannominato informalmente “Stabilicum”.
Ecco i punti chiave della proposta depositata in Parlamento il 26 febbraio 2026:
1. Il Meccanismo: Lo “Stabilicum”
L’obiettivo dichiarato è garantire la governabilità (la “stabilità”) superando l’attuale Rosatellum.
Impianto Proporzionale: Si torna a un sistema prevalentemente proporzionale, ma con correttivi pesanti.
Premio di Maggioranza: Alla coalizione che supera il 40% dei voti verrebbe assegnato un premio “secco” di 70 seggi alla Camera e 35 al Senato, per garantire una maggioranza solida.
Ipotesi Ballottaggio: Se nessuna coalizione raggiunge il 40%, è prevista l’ipotesi di un ballottaggio tra le prime due coalizioni (se entrambe sono comprese in una forchetta tra il 35% e il 40%), anche se questo punto è ancora oggetto di limature tecniche.
2. Candidato Premier e Liste
Il Premier sulla scheda: Non ci sarebbe l’indicazione diretta del nome del Premier sulla scheda elettorale (per evitare conflitti costituzionali), ma l’obbligo per le coalizioni di indicare nel programma il nome da proporre al Presidente della Repubblica.
Addio ai Collegi Uninominali: La proposta prevede l’eliminazione dei collegi uninominali (lo scontro “faccia a faccia” tra candidati) a favore di listini bloccati in collegi plurinominali.
Sbarramento: Resta la soglia del 3% per i singoli partiti.
3. Lo Stato dell’Arte (Oggi)
Status: Il testo è stato appena depositato alla Camera. Non è ancora legge; deve affrontare l’iter parlamentare.
Referendum in vista: Parallelamente, il 22-23 marzo 2026 l’Italia sarà chiamata alle urne per il referendum costituzionale sulla separazione delle carriere dei magistrati, un appuntamento che testerà il clima politico prima del voto finale sulla legge elettorale.
In sintesi: Cosa cambia per te?
Se la legge venisse approvata, alle prossime elezioni politiche (previste per il 2027) non voteresti più per un singolo candidato nel tuo territorio (uninominale), ma sceglieresti una lista/coalizione. Se questa coalizione dovesse vincere bene, avrebbe i numeri per governare 5 anni senza “ribaltoni”.


