A Sirolo, alle pendici del Monte Conero, nell’area della necropoli picena “dei Pini”, gli archeologi hanno riportato alla luce un complesso funerario del VI secolo a.C., databile quindi a circa 2.600 anni fa. La notizia è stata annunciata il 1° luglio 2026 con una conferenza stampa e rilanciata dai media locali.
Cosa è stato trovato. La scoperta ha portato alla luce una tomba di un principe-guerriero: al centro di un circolo funerario delimitato da una palizzata, sono emersi i resti di un carro a due ruote, armi, bronzi e oggetti di pregio. Il corredo indica il rango elevato del defunto e i contatti del medio Adriatico con i grandi centri dell’Italia centrale e del Mediterraneo.
Oltre alla tomba principesca sono emerse sepolture femminili adiacenti con resti di tessuti, decorazioni e calzature con elementi metallici ancora in posizione originaria.
Il complesso si trova non lontano dalla celebre “Tomba della Regina” e amplia sensibilmente l’area conosciuta della necropoli picena del Conero, già unica nelle Marche perché visitabile.
Lo scavo è stato condotto da ArcheoLAB, società cooperativa di archeologia, sotto la direzione scientifica della Soprintendenza con il Soprintendente Andrea Pessina. Il team ha lavorato con metodi di archeologia preventiva, documentando ogni fase.
ArcheoLAB e Soprintendenza stanno studiando i reperti. Il corredo con bronzi, armi e tessuti fornirà dati su tecnologia, commerci e abbigliamento dei Piceni del VI secolo a.C. L’area sarà integrata nel percorso archeologico di Sirolo, già meta di visitatori per la necropoli e la “Tomba della Regina”.
I Piceni occupavano le Marche tra IX e III sec. a.C. La necropoli di Sirolo-Numana è il loro centro più ricco, con tombe a circolo e corredi che mostrano contatti con Etruschi, Greci e area balcanica. La nuova tomba principesca conferma che qui, 2.600 anni fa, governava un’élite guerriera con simboli di potere: carro, armi e beni esotici. (Ap)
Foto di copertina: la tomba del principe-guerriero con il corredo di armi e bronzi e il carro da battaglia a Sirolo (ph. Angelo Cimarosti-ArchaeoReporter)

