La situazione relativa allo spreco di plasma nelle Marche è esplosa proprio in questi giorni. Il nocciolo della questione riguarda il presunto smaltimento di centinaia di sacche di plasma raccolte presso l’Officina Trasfusionale dell’Azienda Ospedaliero Universitaria di Torrette di Ancona.
Nella denuncia (inchiesta Fanpage), si parlerebbe di circa 1.600 sacche di plasma finite al macero, pari a circa 6 quintali di materiale biologico. Lo spreco sarebbe avvenuto perché il plasma non è stato separato e congelato entro le 24 ore dal prelievo, come previsto dai protocolli.
L’assessore alla Sanità, Paolo Calcinaro, ha ridimensionato i numeri parlando di circa 300 sacche (circa 75 kg) rese inutilizzabili a causa di una “criticità di una singola giornata” nei primi giorni di marzo. Secondo la Regione, altre sacche sarebbero state recuperate per scopi di ricerca.
Il motivo principale del mancato trattamento, sarebbe riconducibile alla mancanza di tecnici specializzati, causata dall’assenza contemporanea di alcuni dipendenti che avrebbe mandato in tilt il sistema di congelamento.
AVIS Marche e Nazionale hanno espresso profonda amarezza, definendo l’accaduto un “insulto al dono”. Il timore principale è che questo episodio possa minare la fiducia dei donatori.
I Carabinieri del NAS si sono recati in ospedale per acquisire documenti e verificare l’entità del danno, che si configura anche come potenziale danno erariale, mentre il Governatore Acquaroli ha istituito una commissione di verifica interna, per accertare eventuali responsabilità gestionali.
