Rendiamo disponibile il collegamento dove scaricare gratuitamente “Memorie Istoriche della Città di Offida, nella Marca di Ancona“, scritto dall’Abate Carlo Arduini nel 1844, volume fondamentale che ha contribuito a tracciare la nostra storia cittadina. (digitalizzazione Google).

Buona lettura.

Alberto Premici

SCARICA “MEMORIE ISTORICHE DELLA CITTA’ DI OFFIDA” IN PDF

Carlo ARDUINI, nacque a Civitella del Tronto (Teramo) il 10 novembre 1815 da famiglia benestante e ad Ascoli Piceno, dove studiò, prese gli ordini sacerdotali. A Offida l’abate insegnò lettere nel ginnasio e si segnalò come studioso della storia e dell’arte locale.

Tra gli scritti di questo periodo, degne di nota le Memorie istoriche della città di Offida nella Marca di Ancona, dedicate al p. G. Ventura (Fermo 1844); alla descrizione dei monumenti segue un esame della storia cittadina fino all’incorporazione della diocesi in quella di Ascoli (1572) e un elenco biografico di Offidani illustri.

Nel 1845 si trasferì a Roma. Partecipò all’entusiasmo per l’elezione di Pio IX (cfr. i versi in La Pallade, Roma 2 sett. 1846), e nel nuovo clima di prospettive riformistiche e di aspettative liberali collaborò con recensioni, articoli letterari, di storia e di economia – tutti improntati a un temperato liberalismo – ai due giornali romani Il Fanfulla La Speranza.

In particolare, si ricordano Prospetto geografico statistico economico della Marca di Ancona ,in Il Fanfulla, 20 e 30 gennaio, 10 e 28 febbraio, 10, 20 e 30 marzo, 10 maggio, 10 e 30 giugno, 20 luglio 1847; Revisione del censimento nello Stato pontificio, ibid., 30 marzo 1847; Nuovissima statistica economica dello Stato pontificio, ibid., 30 apr. 1847 (n. 12 e supplem. al n. 12); Cenni storici sul governo di Roma, in La Speranza,13 ott. 1847; Origìne e vicende degli ordini municipali nello Stato pontificio, ibid., 3 nov. 1847.

L’esperienza del ’48 fu per lui determinante: dalle contradizioni tra sentimenti patriottici e nazionali e il carattere teocratico e universalistico del potere pontificio, tra le aspirazioni liberali e costituzionali e i limiti oggettivi della politica riformatrice papale l’A. uscì repubblicano radicale, di convincimenti antipapali e simpatizzante con l’ambiente protestante.

Attivo nel Comitato dei Circoli italiani, il 4 genn. 1849 l’A. fu incluso nella “Associazione nazionale” romana tra gli incaricati di preparare i comizi della Costituente; segretario, il 7 gennaio, della commissione municipale, il 24 febbraio fu eletto all’Assemblea costituente. Efficace oratore, prese parte ai dibattiti, in particolare sul progetto di costituzione, sulla Banca Romana, sugli istituti di beneficenza, come relatore di molte petizioni. Fu incaricato, il 29 aprile, dal triumvirato, di incitare il popolo alla resistenza contro i Francesi e scelto, il 30 giugno, tra quei deputati che avrebbero dovuto seguire l’esercito fuori di Roma. Presentò e sostenne il principio della illimitata libertà dì culto, accettato dall’Assemblea.

Un suo dramma storico in tre atti, poi ristampato a Losanna (L’ultimo dei Romani, ovvero la congiura di Stefano Porcari, Italia 1849), ribadisce le posizioni dell’A., repubblicano e antipapale, e rivela simpatie per l’eresia hussita.

Caduta la Repubblica romana, l’A. si rifugiò a Losanna, raccomandato da Mazzini. Oltre a collaborare a L’Italia del Popolo, pubblicò opuscoli, firmati “C. A. ministro dell’Evangelo e rappresentante del popolo all’Assemblea romana”, in cui auspicava la distruzione del papato e la convocazione in Italia di un concilio nazionale (La scomunica del popolo italiano al papa e ai suoi ministri, Losanna 1849; Il presente e l’avvenire di Roma, s. 1. né d., ma Losanna 1849: sono tre lettere, datate “Svizzera 11 luglio 1849”, Della ristorazione del papa in Roma, Del papato e del cattolicesimo in Italia, Il concilio nazionale in Italia).

Si staccò ben presto da Mazzini: le aspre critiche dell’A. all’opera di lui nel 1849 (cfr. il Progresso, 26 ott. 1851) provocarono le repliche del Saffi e del Mazzini stesso. A Losanna l’A. visse dando lezioni e tenendo corsi e conferenze sulla letteratura e l’arte italiane; alcune introduzioni o conclusioni furono pubblicate su La Ragione del Franchi, di cui fu collaboratore.

Si veda ad esempio delle idee dell’A. l’introduzione a un corso di dodici lezioni sull’arte e la letteratura dei Rinascimento, col titolo La nazionalità italiana (23 e 30 dic. 1854 e 6 genn. 1855): la nazionalità italiana, che si origina dalle antiche popolazioni italiche e non è risultato della potenza romana, ha come ostacolo la Chiesa cattolica, che la nega di fatto e di diritto costituendo il Sacro Romano Impero, mentre il secolo XV, che segna l’abbassamento del particolarismo delle repubbliche democratiche e della teocrazia papale, e il Rinascimento, che nega il mondo romano e cattolico, sono il momento glorioso, la prova della coscienza della nazionalità, e così via.

Si vedano anche Dante e la sua filosofia civile (13, 20 e 27 genn. 1855); Il Risorgimento italiano (3, 17 e 31 marzo, 21 apr.., 5 maggio 1855); Della storia citvle d’Italia (8 e 22 sett. 1855).

Al piano della polemica e saggistica protestante appartenevano ormai Les mystères du Clergé romain ou révélations et mémoires au sujet de la théocratie catholique sous les pontificats de Grégoire XVI et de Pie IX par un citoyen romain (Lausanne s. d., ma 1856) e La Riforma in Italia nel sec. XVI (Torino 1856). Ormai immedesimatosi con l’ambiente svizzero, sposata la protestante svizzera Elisa Noir, dopo essere stato coordinatore presso la Biblioteca cantonale di Losanna, l’A. fu scelto nel 1861 a succedere a F. De Sanctis sulla cattedra zurighese di lingua e letteratura italiana.

Tra gli scritti di questo periodo, oltre La primogenita di G. Galilei rivelata dalle sue lettere edite e inedite, Firenze 1864, si veda, per le idee estetiche dell’A., La poesia del genio e la poesia dell’arte, cenni storici, in Programma della Scuola politec. di Zurigo per l’anno 1875-76, Zurigo 1875.

Ad eccezione di un breve viaggio a Firenze, Roma, Napoli nel 1871, non si mosse più dalla Svizzera, e morì il 23 ott. 1881 a Oulens (Cantone Vallese), dove è sepolto.

Bibl.: A. M. Ghisalberti, in Encicl. Ital., IV, p. 142; G. Maioli, C. A. rappresentante del popolo, estr. dalla Rass. stor. del Risorgimento, XXXI-XXXIII (1944-46), con bibl. alle note; G. Spini, Risorgimento e protestanti, Napoli 1956, pp. 267, 282 s., 318.

(fonte: TRECCANI – di Mario Barsali – Dizionario Biografico degli Italiani – Volume 4 (1962)

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