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L’attentato a Giovanni Paolo II che cambiò la storia

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di Alberto Premici– Il pomeriggio di mercoledì 13 maggio 1981, esattamente alle 17:17, Piazza San Pietro era gremita di fedeli per l’udienza generale. Papa Wojtyla stava attraversando la folla a bordo dellapapamobileaperta, quando risuonarono due colpi di pistola, una semiautomatica Browning calibro 9. Il Papa fu colpito all’addome, all’indice della mano sinistra e al braccio destro. Le sue condizioni apparvero subito disperate.

A sparare fu Mehmet Ali Ağca, un killer professionista turco di 23 anni, appartenente al gruppo dei “Lupi Grigi”. L’attentatore fu bloccato immediatamente dai fedeli e dalle forze dell’ordine. Celebre l’intervento di una suora che lo trattenne dimostrando un gran coraggio.

Il Papa fu trasportato d’urgenza al Policlinico Gemelli per entrare subito in sala operatoria, dove subì un delicato intervento durato oltre cinque ore. Tutto andò per il meglio.

Il Pontefice attribuì la sua sopravvivenza alla Madonna di Fatima, poiché l’attentato avvenne proprio nel giorno della sua ricorrenza. Un anno dopo, Wojtyla si recò in Portogallo e fece incastonare il proiettile che lo aveva colpito nella corona della statua della Vergine.

Nonostante decenni di inchieste prima sulla cosiddetta “pista bulgara”, poi sul presunto coinvolgimento del KGB o l’ipotesi legata a Cosa Nostra, la verità giudiziaria non ha mai chiarito del tutto chi ordinò l’omicidio.

Uno dei momenti più potenti a livello giornalistico e umano avvenne il 27 dicembre 1983. Giovanni Paolo II si recò nel carcere di Rebibbia per incontrare il suo attentatore e offrire il suo perdono sincero ad Ağca, un gesto che divenne il simbolo supremo della riconciliazione cristiana.

Fu il primo grande evento globale dell’era televisiva a colpire il cuore della Cristianità in diretta o quasi. Dopo quel giorno, le apparizioni pubbliche dei Papi cambiarono per sempre, con l’introduzione dei vetri antiproiettile sulla papamobile e sistemi di sicurezza e protezione eccezionali.

Il proiettile che colpì il Papa evitò miracolosamente l’aorta addominale e la colonna vertebrale per pochi millimetri: un centimetro di differenza avrebbe cambiato il corso della storia del XX secolo.