L’UNESCO ha ufficialmente inserito “La cucina italiana tra sostenibilità e cultura del cibo” nella Lista del Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità. Non riguarda un singolo piatto, ma l’intero modo italiano di vivere il cibo, fatto di: legame con il territorio, tradizioni regionali, convivialità, ingredienti freschi e locali, artigianalità.

È un riconoscimento alla cultura gastronomica italiana come patrimonio identitario e collettivo, tramandato da generazioni.

L’UNESCO riconosce: le pratiche culinarie tradizionali, la pasta fresca fatta a mano, il pane e lievitazioni storiche, le tecniche di conservazione (sottolio, sottaceti, conserve), le preparazioni regionali che cambiano da città a città.

La cultura del pasto: il valore dello “stare a tavola”, le ricette familiari tramandate, le feste e i rituali legati al cibo (Natale, Pasqua, sagre, domenica in famiglia)

Il rapporto con territorio e stagionalità: piccoli produttori, filiera agricola locale, cibi legati alle stagioni (tartufo, uva, olio nuovo, ecc.

L’Italia ha motivato la candidatura con 3 pilastri. Sostenibilità: uso di ingredienti poveri, ricette anti-spreco, stagionalità. Diversità: più di 2000 anni di storia gastronomica, quasi 5000 prodotti tipici regionali. Comunità: il cibo come identità sociale.

Alcuni simboli della cucina italiana citati nel dossier:

Pasta e pane tradizionali

Pizza (già patrimonio UNESCO per l’arte del pizzaiuolo)

Olio extravergine d’oliva

Formaggi storici (Parmigiano, Pecorino, Mozzarella)

Salumi artigianali

Vini e vigneti secolari

Cucina domestica regionale (ragù, minestre, risotti, ecc.).

Con questo riconoscimento l’Italia consolida il primato mondiale di eccellenze agroalimentari DOP/IGP, valorizza il patrimonio delle sue regioni e delle cucine locali e rafforza il turismo gastronomico.

Il premier Giorgia Meloni: “Siamo i primi al mondo ad ottenere questo riconoscimento, che onora quello che siamo e la nostra identità. Perché per noi italiani la cucina non è solo cibo o un insieme di ricette. È molto di più: è cultura, tradizione, lavoro, ricchezza”.

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