Il Presidente Mattarella ha convocato il Consiglio Supremo di Difesa per venerdì 13 marzo 2026. La convocazione arriva in un momento di estrema tensione internazionale che giustifica il carattere d’urgenza e la necessità di un coordinamento ai massimi livelli. Ecco i punti chiave che saranno sul tavolo, basati sugli sviluppi delle ultime ore:
1. L’escalation del conflitto in Iran
La situazione in Medio Oriente ha subito una brusca accelerazione. Dopo l’uccisione dell’Ayatollah Khamenei (avvenuta a fine febbraio) e l’ascesa del figlio Mojtaba Khamenei, le ostilità tra Iran, Israele e USA sono degenerate in un conflitto aperto. L’Italia deve valutare:
La sicurezza dei nostri militari: Sono presenti contingenti italiani in diverse aree sensibili della regione (come la missione UNIFIL in Libano).
Difesa aerea e alleati: Si discute l’invio di sistemi Samp-T ai Paesi del Golfo (Emirati, Qatar, Kuwait) che sono stati bersaglio di attacchi iraniani.
2. Attacco a Cipro e coinvolgimento UE
Recentemente il territorio di Cipro (membro dell’Unione Europea) è stato colpito da attacchi iraniani. Il Consiglio dovrà discutere la risposta dell’Italia a sostegno del partner europeo e la partecipazione a una possibile missione difensiva per riaprire lo Stretto di Hormuz, vitale per i nostri approvvigionamenti energetici.
3. Minaccia ai confini NATO
Proprio oggi la NATO ha abbattuto un missile balistico iraniano sopra la Turchia (vicino Gaziantep). Poiché la Turchia è un alleato NATO, l’Italia deve coordinarsi con i partner per evitare che l’incidente faccia scattare clausole di difesa collettiva che porterebbero a un allargamento incontrollato del conflitto.
Il Consiglio non decide l’entrata in guerra (che spetta al Parlamento), ma serve definire la linea strategica, decidere quanto e come supportare i Paesi del Golfo e Cipro.
Proteggere l’economia: Valutare l’impatto del blocco dello Stretto di Hormuz sui prezzi dell’energia e del petrolio.
Confermare la cautela: la Premier Meloni ha già ribadito che l’Italia punta a evitare l’escalation diretta, ma la situazione richiede una prontezza operativa immediata.
In termini tecnici, il Consiglio serve a “fare il punto” affinché il Governo e le Forze Armate agiscano con una strategia unica e coerente in un momento in cui i confini della crisi si sono spostati paurosamente vicino all’Europa.
