di Alberto Premici – La storia del teatro offidano affonda le radici nel 1768, quando nella sala consiliare del Palazzo Comunale, venne realizzato un primo teatro ligneo con 29 palchetti. Era un’epoca in cui la vita teatrale rappresentava un segno di prestigio civico e Offida non volle essere da meno. Nel 1771, però, la struttura risultò già insufficiente. Si avviò così un percorso di rinnovamento che portò, nel 1801, all’intervento dell’architetto Pietro Maggi, incaricato di ripensare completamente lo spazio scenico.
La forma attuale del teatro, quella che oggi ammiriamo, risale alla grande ristrutturazione ottocentesca, conclusa nel 1846 e perfezionata nel 1862. Nacque così il Serpente Aureo come lo conosciamo: pianta a ferro di cavallo, 50 palchi su tre ordini, loggione e platea, con le decorazioni in stucco dorato di G. Battista Bernardi e la splendida volta affrescata da Alcide Allevi, con Apollo e le Muse.
Il sipario storico, realizzato nel 1926 da Giovanni Battista Magini, raffigura la leggenda del Serpente d’Oro, simbolo identitario della città.
Il Serpente Aureo non è solo un monumento: è un luogo vissuto, amato, riconosciuto come parte integrante della vita offidana. Qui si sono svolti e si svolgono stagioni teatrali, concerti, conferenze, rassegne culturali, i veglioni di Carnevale, la Farfalla d’Oro e il Festival Serpente Aureo, giunto nel 2025 alla sua nona edizione.
Proprio nel 2025 il Teatro Serpente Aureo è stato inserito nella candidatura UNESCO dedicata al Sistema dei teatri storici all’italiana dell’Italia centrale. Un percorso che valorizza un patrimonio unico al mondo: piccoli teatri nati tra Settecento e Ottocento, ricchi di arte e storia. Il Serpente Aureo, con la sua eleganza barocca e la sua conservazione, rappresenta uno degli esempi più significativi di questo sistema.
Il 2026 e i 180 anni del Serpente Aureo, non sono solo un traguardo, ma un punto di partenza, oltre che l’occasione per raccontare la storia del teatro alle nuove generazioni, rafforzando il legame tra Offida e il suo patrimonio, cui va sempre rivolto massimo rispetto e tutela, come verso tutto ciò che il passato ci ha consegnato in dote.

