diAlberto Premici– Il convento dei Cappuccini di Offida si prepara, purtroppo, a un cambiamento epocale. Domenica 6 settembre i frati saluteranno la comunità offidana con una celebrazione solenne nel santuario del Beato Bernardo, presieduta dall’arcivescovo monsignor Gianpiero Palmieri alle ore 19. Nei giorni successivi lasceranno definitivamente il convento che li ospita dal 1614.
L’annuncio è stato dato direttamente alla popolazione dal ministro provinciale, frate Filippo Maria Caioni, nel santuario stesso. Una notizia che chiude la presenza stabile dei frati cappuccini, in uno dei luoghi più identitari del borgo.
Nonostante la partenza dei frati, la chiesa resterà aperta. Il parroco don Giuseppe Bianchini, coadiuvato da don Giuseppe Capecci, garantirà l’apertura e i servizi religiosi nei giorni feriali. La domenica, invece, saranno i frati del convento di Ascoli Piceno a raggiungere Offida per celebrare l’eucaristia nel santuario. Il nuovo responsabile della struttura sarà frate Giacomo Rotunno, che ricopre anche il ruolo di Guardiano del convento ascolano: Offida, di fatto, passerà sotto la sua supervisione, senza più una comunità di religiosi residente in pianta stabile.
Il ministro provinciale ha lanciato anche una proposta ai fedeli: chi avesse a cuore le sorti del convento potrebbe costituirsi in associazione e proporsi per collaborare alla sua gestione, “sempre valutando le evenienze del caso”.
Caioni ha collegato la decisione al calo delle vocazioni religiose che sta interessando l’intero territorio nazionale, costringendo l’ordine a ridurre gradualmente le proprie presenze nei conventi storici. Un fenomeno che negli ultimi mesi ha toccato anche altre realtà cappuccine, dal convento di Monte Malbe vicino Perugia (chiuso dopo 491 anni) a quello di Santo Spirito a Rimini, dopo quasi otto secoli di storia francescana in città.
“Con grande dispiacere di tutti”, ha sottolineato il ministro provinciale, aggiungendo però che dalla crisi potrebbe “nascere qualcosa di nuovo e di bello” per il futuro del convento offidano.
I Cappuccini si insediarono a Offida nel 1614, quando la cittadinanza stessa sollecitò la loro presenza e contribuì a trasportare i materiali da costruzione recuperati dalle rovine dell’antico monastero di San Bernardo. La chiesa e il convento, dedicati inizialmente a San Pantaleone, furono completati nel 1626. L’edificio attuale, quello che i frati lasceranno a settembre, risale al 1893 e fu costruito su progetto di fra Angelo da Cassano d’Adda per onorare la memoria di fra Bernardo Peroni, il religioso offidano vissuto a lungo nel convento e morto il 22 agosto 1694 all’età di novant’anni, tra i più longevi santi e beati cappuccini.
Beatificato da Papa Pio VI nel 1795, Bernardo da Offida è ancora oggi venerato dalla comunità, che ogni anno si stringe attorno alla sua “cameretta” custodita nel santuario.
Proprio in questi giorni, il 22 e 23 agosto, Offida celebra come da tradizione la Festa del Beato Bernardo, con la Sagra Cacciannanz, Taccu e Stinco di Maiale e i festeggiamenti religiosi in suo onore. Sarà, con ogni probabilità, l’ultima edizione della festa vissuta con i frati ancora stabilmente presenti nel convento: un appuntamento che quest’anno assume un significato particolare, a pochi giorni dall’annuncio della loro partenza e a meno di due settimane dal saluto ufficiale del 6 settembre.
Un capitolo che si chiude, ma che la comunità offidana si prepara ad affrontare con lo sguardo rivolto anche a ciò che potrà nascere da questa nuova fase.
Per generazioni di offidani, il convento non è stato solo luogo di culto, ma anche spazio di crescita e socialità giovanile. Come in molti altri conventi cappuccini italiani, anche a Offida negli anni Sessanta, Settanta e Ottanta trovò casa la Gioventù Francescana (Gifra), il movimento nato nel 1948 per riunire i gruppi giovanili legati ai frati, con attività ricreative, formative e comunitarie rivolte ai ragazzi tra i 14 e i 30 anni, regolate a livello nazionale dallo statuto “Il Nostro Volto” approvato nel 1971.
Sale da gioco, tornei, incontri e i pomeriggi passati negli spazi ludici messi a disposizione dai frati, hanno segnato l’infanzia e l’adolescenza di non poche generazioni di offidani, che nei giorni successivi all’annuncio hanno affidato ai social network ricordi ed espressioni di dispiacere per la fine di un’epoca legata a quei luoghi.
Un affetto diffuso, cresciuto negli anni al di là della sola dimensione religiosa, che testimonia quanto il convento sia stato per Offida anche un punto di riferimento educativo e sociale, oltre che spirituale.







