La situazione attuale in merito all’Hantavirus è monitorata con attenzione dal Ministero della Salute a causa di un focolaio internazionale. Tuttavia il rischio per la popolazione italiana si ritiene basso.
Gli Hantavirus sono virus zoonotici trasmessi dai roditori selvatici. Il contagio può avvenire per inalazione di polvere contaminata da urina, feci o saliva di roditori infetti, per contatto diretto con escrementi o, raramente, per morsi. I sintomi inizialmente sono simili a un’influenza, febbre alta, dolori muscolari, stanchezza e nausea. Possono evolvere in
Sindrome Cardiopolmonare (HCPS) e grave difficoltà respiratoria, tipica dei virus americani).
L’allerta recente è scattata a seguito di un focolaio scoppiato a bordo della nave da crociera MV Hondius nell’Atlantico meridionale con itinerario verso l’Antartide. Al 10 maggio 2026, sono stati identificati 11 casi totali, tra confermati e probabili, e 3 decessi.
Si tratta del virus Andes, un ceppo tipico del Sud America che, a differenza di altri Hantavirus, può trasmettersi raramente anche da persona a persona in caso di contatti stretti e prolungati.
La situazione in Italia.
Nelle ultime 48 ore sono stati completati i test sui principali casi che avevano generato apprensione.
Paziente in Veneto: il test effettuato su un soggetto potenzialmente esposto è risultato negativo.
Turista a Milano: un cittadino britannico, considerato “contatto” per aver viaggiato su un volo condiviso con una delle vittime internazionali, è risultato negativo ai test condotti presso l’Ospedale Sacco.
Sospetto a Messina: è in corso il monitoraggio di una turista argentina ricoverata per polmonite; i campioni sono stati inviati allo Spallanzani di Roma per l’analisi definitiva, ma al momento rimane un caso sospetto in fase di accertamento.
Caso in Calabria: un giovane di 25 anni è attualmente in isolamento fiduciario precauzionale in attesa di verifiche, ma non presenta un quadro clinico confermato.
Il Ministero della Salute, tramite circolari recenti, l’ultima dell’11 maggio 2026, ha rassicurato i cittadini. Tutti i test effettuati su sospetti, inclusi passeggeri di voli collegati o turisti provenienti da zone endemiche, come il caso di Messina e quello in Veneto, sono risultati negativi.
Nonostante l’assenza di pericoli immediati, è stato adottato il principio di precauzione. I contatti ad alto rischio, come passeggeri della nave o persone esposte, sono sottoposti a 42 giorni di sorveglianza attiva, quarantena fiduciaria e monitoraggio quotidiano dei sintomi.
È stata istituita una rete nazionale di laboratori di riferimento per gestire eventuali diagnosi rapide.
Il Ministero suggerisce alcune norme igieniche fondamentali, specialmente per chi viaggia o vive in aree rurali. Se si sospetta la presenza di roditori, non spazzare né usare l’aspirapolvere, per non sollevare polveri infette.
Arieggiare i locali per almeno 30 minuti prima di entrare e usare disinfettanti/candeggina. Usare guanti e mascherine durante le pulizie di ambienti chiusi da tempo come cantine e garage.
Conservare cibo e spazzatura in contenitori sigillati per non attirare topi. Se si è viaggiato recentemente in aree a rischio o in contatto con casi confermati e presenti febbre alta o difficoltà respiratorie, occorre contattare immediatamente il medico di medicina generale o le autorità sanitarie locali.

