Con l’approvazione definitiva del “Decreto Bollette 2026” (D.L. 21/2026), convertito in legge l’8 aprile 2026 dal Senato, viene introdotta una stretta senza precedenti contro il telemarketing selvaggio nel settore energetico. È stato sancito il divieto di effettuare sollecitazioni commerciali telefoniche per contratti luce e gas, a meno che non ci sia stata una richiesta esplicita del consumatore o un consenso preventivo e verificabile.
La nuova norma prevede espressamente che i contratti stipulati in violazione di queste regole, ovvero tramite chiamate non autorizzate, siano considerati nulli. Il decreto ha modificato l’assetto delle tutele, rendendo molto più difficile per i call center agire nell’ombra.
Non sarà più l’utente a dover dimostrare di non aver dato il consenso, ma è il fornitore a dover provare la richiesta di contatto. Ma c’è dell’altro. Le chiamate dovranno pervenire da numeri univoci e identificabili, assegnati dall’AGCOM. Se si riceve una chiamata da un numero fantasma o camuffato, il contratto derivato è nullo per legge.
Oltre alla nullità del contratto, le autorità, Garante Privacy e AGCOM, hanno ora il potere di sospendere le linee telefoniche utilizzate dai call center irregolari. Se un operatore, già da oggi, contatta un cittadino per offrire un cambio di contratto luce o gas, si può chiedere l’origine del consenso.
Se non sanno rispondere o citano database generici, la chiamata è ritenuta illecita. Nel chiudere la conversazione si può far presente che, ai sensi del nuovo Decreto Bollette 2026, qualunque accordo verbale preso in quella sede sarebbe legalmente nullo. Se il disturbo continua, è opportuno segnalare il numero direttamente al Garante della Privacy o all’AGCOM.
(ap)
