Nel corso dei primi mesi del 2026, il Governo Meloni ha avviato un’importante evoluzione nell’architettura della gestione delle crisi, orientandosi verso una “Strategia di Sicurezza Nazionale” più strutturata.
Recentemente, infatti, è stata istituita una nuova unità di crisi per la sicurezza nazionale, concepita come un raccordo permanente tra Governo e Intelligence. Questa “cabina di regia” non si limita alla gestione delle emergenze immediate, ma punta a diversi obiettivi.
Centralizzazione: integrare le componenti militari e civili per una tutela più efficace degli interessi politici, economici e industriali.
Prevenzione Ibrida: monitorare minacce provenienti dal settore cyber, manipolazione informativa e tecnologie dual-use (come l’Intelligenza Artificiale).
In parallelo all’istituzione di questi organi di coordinamento, è stato varato il Decreto-legge n. 23 del 24 febbraio 2026 (noto come “Pacchetto Sicurezza 2026”), che fornisce gli strumenti operativi alla nuova strategia.
Le novità principali includono l’introduzione di “zone a vigilanza rafforzata” individuate dai prefetti e potenziamento della videosorveglianza (19 milioni di euro stanziati per il 2026) e l’estensione dell’ammonimento del Questore ai minori tra i 12 e i 14 anni per reati gravi.
Va aggiunta la possibilità di perquisizioni immediate e fermi preventivi fino a 12 ore per soggetti ritenuti pericolosi durante i disordini.
Riguardo le tutele per le Forze dell’Ordine, è introdotta l’anticipazione delle spese legali per il personale operante nell’esercizio delle funzioni e aggravanti per reati contro le forze di polizia e giornalisti.
La Relazione Annuale 2026 dell’Intelligence ha evidenziato come la “cabina di regia” debba oggi affrontare sfide non più solo fisiche. La sicurezza nazionale viene ora declinata attraverso il controllo sulle catene di approvvigionamento strategiche per evitare “pressioni strutturali” da paesi terzi.
Non ultimo l’utilizzo di algoritmi per anticipare i rischi di radicalizzazione e attacchi alle infrastrutture critiche.
In sintesi, la “nuova cabina di regia” rappresenta il tentativo del governo di superare la logica della gestione emergenziale per passare a un modello di governance del rischio a 360 gradi.
