Bene Grottammare e San Benedetto, ma la foce del Tronto torna inquinata. Nelle Marche 7 campioni su 12 oltre i limiti di legge
Brutte notizie per le coste marchigiane, ma il Piceno si difende. È questo il quadro che emerge dal monitoraggio di Goletta Verde di Legambiente, la storica campagna che da 40 anni fotografa lo stato di salute di mare e coste.
I prelievi, effettuati il 16 giugno in tutta la regione, hanno rilevato cariche batteriche oltre i limiti di legge per 7 dei 12 campioni analizzati tra le province di Ancona, Pesaro Urbino, Macerata, Fermo e Ascoli Piceno, di cui due presi a mare e cinque in punti critici come foci di fiumi o torrenti.
Per la provincia di Ascoli Piceno, il bilancio è di due punti promossi e uno bocciato:
• ENTRO I LIMITI: Grottammare, spiaggia fronte foce del torrente Esino, San Benedetto del Tronto, foce del torrente Albula
• INQUINATO: Foce del fiume Tronto (tra San Benedetto del Tronto e Martinsicuro). Il punto conferma le criticità riscontrate in maniera continuativa negli ultimi anni.
Si tratta quindi di un’inversione positiva per il litorale nord piceno, mentre il confine sud resta il punto dolente del nostro litorale.
A pesare sul dato regionale è soprattutto la foce del fiume Musone, tra Numana e Porto Recanati. Sotto il mirino di Legambiente, il fiume è risultato fortemente inquinato negli ultimi 6 anni, con unica eccezione nel 2024 quando non sfociava a mare.
Quest’anno il campione è risultato oltre 6 volte superiore al limite previsto per gli Enterococchi intestinali e ha sforato anche quello di Escherichia coli, 540 su un limite di 500 UFC/100ml.
Preoccupano anche le discrepanze con il Portale delle Acque del Ministero della Salute: diversi punti risultati inquinati da Goletta Verde risultano ancora indicati come balneabili ed eccellenti sul portale ufficiale, pur con interdizione per apertura sfioratori dal 1° maggio al 20 settembre 2026.
“La situazione delle nostre coste non è delle migliori. I punti storicamente fuori dai limiti ci raccontano criticità storiche nel nostro sistema di depurazione che, in alcuni casi, sono diventate croniche”, commenta Marco Ciarulli, presidente Legambiente Marche.
“Non diamo patenti di balneazione, per questo ci sono le autorità competenti, ma vogliamo attuare un’azione sinergica con le amministrazioni e i cittadini. I cartelli di divieto e quelli sulla qualità delle acque sono lo strumento attraverso il quale la cittadinanza deve essere informata”, aggiunge Francesca Cugnata, portavoce di Goletta Verde.
Per il Piceno, il messaggio è chiaro: il sistema di depurazione tiene su Albula e Tesino, ma la foce del Tronto necessita di un intervento strutturale e definitivo, non più rimandabile.

