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Lunedì 7 Settembre 2026
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Forte terremoto in Colombia

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Un violento terremoto di magnitudo 7.4 ha scosso oggi l’occidente della Colombia, facendo tremare dalle Ande al Pacifico e fino alla capitale Bogotá. Secondo i dati diffusi dal Servicio Geológico Colombiano e confermati dall’USGS americano, la scossa si è verificata alle 7.34 locali, con epicentro individuato nell’area rurale e montuosa di San José del Palmar, nel dipartimento del Chocó, a circa 280 chilometri a ovest di Bogotá. Una zona boscosa e scarsamente abitata della Cordigliera Occidentale, ma abbastanza vicina da far sentire i suoi effetti su città densamente popolate.

La profondità dell’ipocentro, stimata tra i 96 chilometri del rilevamento colombiano e i 110 chilometri dell’osservatorio statunitense, ha contribuito a far propagare le onde sismiche per centinaia di chilometri. Il movimento è stato avvertito distintamente a Cali, Pereira, Armenia, Manizales, Medellín e nella stessa Bogotá, dove migliaia di persone hanino lasciato gli edifici dopo il suono delle sirene. Le testimonianze riportano una scossa durata a lungo, fino a quattro minuti nelle aree più vicine all’epicentro, percepita con forza anche oltre confine, in Panama, Ecuador e Venezuela.

È, per magnitudo, il sisma più rilevante registrato in Colombia nell’ultimo decennio. Il Servizio geologico colombiano lo ha definito il più forte degli ultimi dieci anni, un dato che emerge anche dai media internazionali che stanno seguendo l’evoluzione ora per ora. Le prime stime, che parlavano di una magnitudo intorno a 6.7, sono state rapidamente riviste al rialzo.

Sul fronte dei danni il quadro è in divenire e le autorità invitano alla prudenza. I sindaci delle principali città dell’occidente parlano di crolli, edifici lesionati e interruzioni dei servizi. A Cali si segnalano crolli di strutture commerciali e residenziali e squadre dei vigili del fuoco impegnate nelle verifiche edificio per edificio, mentre a Pereira e Manizales, due dei centri andini più vicini all’area epicentrale, le amministrazioni locali hanno confermato gravi danneggiamenti al patrimonio edilizio, compreso l’aeroporto. L’aviazione civile ha disposto la sospensione dei voli in diversi scali regionali.

A Bogotá il sindaco Carlos Galán ha riferito che al momento si registrano solo crepe in alcuni stabili e nessuna criticità strutturale maggiore, mentre a Panama l’Istituto di Geoscienze ha fatto evacuare ospedali e palazzi nella capitale dopo vibrazioni durate quasi un minuto.

Il presidente Abelardo de la Espriella ha annunciato l’attivazione di un Posto di Comando Unificato per coordinare i soccorsi e ha chiesto all’Unità di Gestione del Rischio di un report dettagliato sulle necessità più urgenti, preannunciando la visita nelle zone più colpite.

La Colombia resta uno dei Paesi con il più alto rischio sismico al mondo, punto d’incontro tra la placca sudamericana, quella di Nazca e quella caraibica, con una media di decine di migliaia di eventi sismici al mese, la maggior parte impercettibili. L’area colpita oggi è storicamente esposta a forti terremoti, come quelli di Armenia nel 1999 e di Popayán nel 1983, che causarono centinaia di vittime.

Le autorità mantengono l’allerta per possibili repliche. Una scossa di assestamento di magnitudo 5.0 è stata registrata poco dopo l’evento principale. (ap)

21.00: almeno 111 morti. Si aggrava di ora in ora il bilancio delle vittime: gli aggiornamenti in diretta.