di Alberto Premici – In Italia torna con prepotenza il problema del Covid che, con la sue varianti molto contagiose (1 persona può contagiarne 20), sta riportando la situazione a livello di guardia. Crescono infatti le terapie intensive, aumentano i posti occupati da adulti nei reparti ordinari e raddoppia il numero dei bambini ricoverati. Sono 107.786 i nuovi contagi e 72 morti nelle ultime 24 ore e siamo nel periodo estivo durante il quale la propagazione della malattia dovrebbe essere più mite.

Nella settimana 29 giugno-5 luglio tutte le Regioni registrano un incremento percentuale dei nuovi casi: dal 24,7% della Sardegna al 95,9% della Lombardia. Rispetto alla settimana precedente, in tutte le Province si rileva un aumento percentuale dei nuovi casi (dal +11,1% di Cagliari al +120,7% di Sondrio). L’incidenza supera i 500 casi per 100.000 abitanti in 103 Province, di cui 38 registrano 1.000 casi per 100.000 abitanti.

Non bastassero gli effetti della variante Omicron 5, contagiosissima ma per fortuna con meno sintomi pericolosi, è già stata identificata la variante “indiana”, la Omicron BA2.75, negli Stati Uniti, in Canada, Nuova Zelanda, Australia, Germania, Regno Unito e Giappone.

Secondo il virologo Fabrizio Pregliasco, sentito dall’Adnkronos Salute “ancora da capire le caratteristiche della malattia che provoca, ma questo virus resta una presenza non banale. Si sta già vedendo in giro per il mondo, per esempio in Oceania e in Inghilterra, quindi l’arrivo anche da noi in Italia potrebbe essere molto rapido”.

L’appello dell’Ordine dei Medici di Firenze: “Massima attenzione, soprattutto per i più fragili. Indossate la mascherina nei luoghi chiusi”.

L’allarme di alcuni esperti, come il premio Nobel Giorgio Parisi, è chiaro: “Ci troviamo in una situazione seria in cui i casi raddoppiano in poco più di dieci giorni e cominciano ad avere effetti anche sui ricoveri: fra 10 giorni i ricoveri potrebbero superare i 10.000 nei reparti ordinari, mentre gli ingressi nelle terapie intensive sono raddoppiati rispetto a un mese fa”.

Le raccomandazioni sono le solite, quelle che sentiamo ripetere ormai da oltre due anni: rivolgersi alle autorità sanitarie locali per conoscere le indicazioni più adatte alla propria zona, tenersi a una distanza di sicurezza dagli altri (almeno un metro), anche se non manifestano sintomi di malattia, indossare la mascherina in pubblico, specialmente al chiuso o quando non è possibile osservare il distanziamento fisico, igienizzare spesso le mani e sottoporsi alla vaccinazione quando è il proprio turno. Naturalmente in caso di febbre, tosse e difficoltà respiratorie, occorre contattare l’assistenza sanitaria.

In tutto questo clima poco rassicurante e nel quale ognuno dovrebbe avere più di un’attenzione nel rispetto della propria e dell’altrui salute, scoppia il caso sul concerto di sabato prossimo dei Maneskin al Circo Massimo a Roma, dove sono attese oltre 70.000 persone e sul potenziale rischio di contagio legato ad una grande concentrazione di persone.

“Non è all’esame alcuna ipotesi di rinvio del concerto dei Maneskin al Colosseo” ha dichiarato l’assessore ai Grandi Eventi, Turismo, Sport e Moda di Roma Capitale Alessandro Onorato a proposito delle richieste di un possibile rinvio del concerto.

“I grandi eventi hanno avuto un ruolo boom di contagi di queste ultime due settimane nel Lazio”, spiega a Repubblica Marco Trifogli, sottosegretario regionale della Snami, sindacato autonomo dei medici. “Non facciamo discorsi retorici e ipocriti invocando l’uso della mascherina al concerto. Chi pensa che 70 mila persone, con 40 gradi, terranno la mascherina in un concerto dove si canta e si balla, mente sapendo di farlo”.

Il monitoraggio indipendente della Fondazione Gimbe: “Mascherine o si rischia lockdown”. Tra le province più colpite anche Rimini, Ravenna, Forlì Cesena, Venezia, Padova, Rovigo, Ancona e Ascoli.

L’elenco dei nuovi casi per 100mila abitanti dell’ultima settimana suddivisi per provincia: Ascoli Piceno 1.068 (+71,4% rispetto alla settimana precedente); Ancona 1.008 (+51,3%); Macerata 984 (+63,2%); Fermo 959 (+66,5% ); Pesaro Urbino 746 (+58,2%).

Offida: 84 positivi e 94 cittadini in quarantena.

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