La Polizia Postale è tornata a lanciare l’allarme: phishing via email e smishing via SMS sono le truffe più diffuse in Italia nel 2025-2026. Si presentano come messaggi di banche, corrieri, INPS, Poste o addirittura della Polizia stessa, ma hanno un solo obiettivo: rubarti dati, password e soldi.
Ecco le regole ufficiali per non cadere nella rete, raccolte dalle comunicazioni del Commissariato di PS Online – www.commissariatodips.it
1. Nessun ente serio ti chiederà mai dati sensibili via mail o SMS. È la regola d’oro, ripetuta in tutti gli avvisi: Poste Italiane o le Autorità non ti chiederanno mai in nessuna modalità (e-mail, SMS, chat social, call center) di trasferire denaro o di fornire dati della tua carta, codici OTP o credenziali di accesso per “mettere in sicurezza” i tuoi risparmi. Vale anche per le Forze di Polizia: la Polizia di Stato non invia mai e-mail o messaggi per notificare reati o per richiedere pagamenti di sanzioni.
Nessuna forza di Polizia contatterebbe mai i cittadini via email per richiedere pagamenti o dati personali dietro minaccia di procedimenti penali. Se leggi frasi come “hai visionato materiale pedopornografico, paga per interrompere le indagini” è SEMPRE una truffa. Non rispondere, non pagare, non cliccare.
2. Come riconoscere una mail di phishing. Secondo la Polizia Postale, devi controllare 3 cose prima di aprire:
a) Il mittente. Verifica che l’indirizzo non presenti errori o variazioni sospette. I truffatori falsificano il nome ma l’indirizzo reale è diverso.
b) Il tono. Urgenza, paura, minaccia di chiusura conto, “ultimo avviso”, “il tuo pacco è bloccato” sono esche. Le truffe sfruttano paura e urgenza per farti agire senza verificare.
c) Link e allegati. Non scaricare mai allegati da mittenti sconosciuti. Non cliccare sui link contenuti nella mail. Se ci clicchi per errore, non inserire credenziali e chiudi subito il browser.
La Polizia invita a “non cliccare mai sui link che arrivano via mail o via sms senza aver prima accertato che siano veri attraverso i siti web ufficiali”. Regola pratica: per accedere a Poste, INPS, banca, digita tu l’indirizzo www.poste.it direttamente nella barra del browser, non seguire il link.
3. Come riconoscere un SMS truffa (smishing). Lo smishing è la versione via SMS del phishing. Le due truffe più segnalate ora:
• Il pacco bloccato: “Il tuo pacco sta arrivando. Paga 2 euro per sbloccarlo” con link per inserire dati della carta. Unico modo per proteggersi: non cliccare assolutamente sul link.
• Finto INPS: Gli SMS di INPS non contengono mai link.
• Numero a pagamento 892 / 893: SMS che ti invitano a richiamare numeri che iniziano per 892-893 per “importanti comunicazioni”. Sono numerazioni a valore aggiunto: paghi tu la chiamata.
Altro trucco: lo spoofing. Il messaggio truffa può apparire dentro la conversazione ufficiale della tua banca o di Poste, perché i truffatori falsificano il mittente. Rispetto agli SMS autentici, quelli fraudolenti hanno toni allarmistici e link non riconducibili all’azienda.
Consiglio della Postale: se ricevi un SMS sospetto, non cliccare, non richiamare numeri sospetti e verifica sul sito ufficiale o chiamando il numero verde ufficiale.
4. La nuova frontiera: telefonata + SMS. Attenzione alla truffa più insidiosa segnalata dalla Polizia Postale: ricevi un SMS allarmante (“accesso non autorizzato al tuo conto”) e subito dopo una chiamata da un numero che sembra quello ufficiale della Polizia Postale. Il finto operatore ti dice che c’è stato un “attacco informatico” al tuo conto e ti invia un link per bloccarlo.
È falso. Anche se su Google il numero risulta davvero della Polizia Postale, i truffatori usano lo spoofing per clonarlo.
5. Cosa fare se hai dubbi 1. Fermati. Non agire sotto pressione. I bonifici istantanei sono irrevocabili. 2. Verifica con i canali ufficiali: app ufficiale, sito ufficiale, numero verde stampato sulla carta. 3. Segnala subito alla Polizia Postale su www.commissariatodips.it >Segnalazioni. 4. Aggiorna app solo dagli store ufficiali e non installare mai software suggeriti da presunti tecnici al telefono.
Condividi queste regole con familiari e amici meno esperti: come ricorda la Polizia Postale, rimanere aggiornati è “il modo più efficace per evitare di esserne vittima”.
(ap)






