7 Giugno 2026
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Attenzione alle truffe telefoniche: ecco i numeri e i prefissi a cui non rispondere

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Negli ultimi mesi si stanno moltiplicando le segnalazioni di telefonate sospette provenienti sia dall’estero sia da numeri apparentemente italiani. In molti casi si tratta di tentativi di truffa telefonica studiati per sottrarre dati personali, denaro oppure attivare servizi a pagamento senza consenso.

Le autorità invitano i cittadini a prestare la massima attenzione, soprattutto quando si ricevono chiamate da numeri sconosciuti che insistono più volte o riagganciano dopo pochi secondi. Tra i prefissi internazionali più frequentemente associati a tentativi di truffa o “ping call” risultano:
+44 (Regno Unito)
+33 (Francia)
+53 (Cuba)
+373 (Moldavia)
+216 (Tunisia)
+223 (Mali)
+234 (Nigeria)

In molti casi il telefono squilla una sola volta: richiamando il numero, l’utente rischia di essere collegato a servizi telefonici a pagamento con costi molto elevati.

I truffatori utilizzano sempre più spesso numeri con prefissi italiani apparentemente affidabili, inclusi cellulari che iniziano con: 339, 340, 342, 345, 349. Oppure numeri fissi che sembrano appartenere a enti pubblici, banche o corrieri. Attraverso tecniche di “spoofing”, infatti, il numero visualizzato può essere falsificato per apparire credibile.

Tra i tentativi più diffusi segnalati dagli utenti: falso operatore bancario che chiede codici OTP o dati della carta; falso corriere che invita a cliccare su link via SMS o WhatsApp; offerte energetiche aggressive; finti concorsi o vincite; chiamate registrate che invitano a premere un tasto.

Gli esperti consigliano di non richiamare numeri sconosciuti provenienti dall’estero e non fornire mai dati personali o bancari al telefono. È importante interrompere subito la chiamata se l’interlocutore mette fretta o pressione; bloccare i numeri sospetti; segnalare eventuali truffe alla Polizia Postale. Ricordiamo che banche, Poste o forze dell’ordine non chiedono mai password, PIN o codici di sicurezza tramite telefonata.

Cosa fare se si è risposto. Se si teme di aver fornito informazioni sensibili: contattare immediatamente la propria banca; cambiare password e codici di accesso; monitorare movimenti sospetti; sporgere denuncia alle autorità competenti. La prevenzione resta l’arma più efficace contro le truffe telefoniche, un fenomeno purtroppo in continua crescita anche nel nostro territorio.

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