Ast Piceno, nuovo protocollo al Mazzoni per il trattamento della tachicardia da rientro nodale

Trattamento della tachicardia da rientro nodale: l’unità operativa semplice dipartimentale di elettrofisiologia cardiaca dell’ospedale ‘Mazzoni’ di Ascoli ha sviluppato il ‘Piceno AVNRT Approach’, ovvero un proprio protocollo dedicato al trattamento di questa frequente forma di tachicardia parossistica sopraventricolare che può colpire a ogni età, anche soggetti con cuore sano.

“La novità – spiega il responsabile dell’Uosd di elettrofisiologia cardiaca, Procolo Marchese – sta nell’aver elaborato un protocollo standardizzato e riproducibile, in cui ogni passaggio è finalizzato ad aumentare la precisione e la sicurezza della procedura. Il protocollo utilizza una mappa tridimensionale del cuore, simile a un Gps, che consente di individuare con precisione il circuito elettrico responsabile della tachicardia e di trattarlo senza utilizzare i raggi X. Alcuni step innovativi, sviluppati all’interno del nostro laboratorio, permettono inoltre di riconoscere con maggiore accuratezza le aree più delicate del sistema elettrico del cuore, riducendo praticamente a zero il rischio della complicanza più temibile: il danneggiamento della normale conduzione elettrica, cioè il blocco atrioventricolare”.

I risultati dello studio sono già stati presentati a Parigi, in occasione del congresso della società europea di aritmologia, e successivamente sono stati pubblicati sulla rivista scientifica internazionale ‘Pacing and clinical electrophysiology’. “Nello studio pubblicato – continua Marchese – il protocollo è stato applicato a 150 pazienti con successo nel 100% dei casi, senza nessun utilizzo di raggi X, nessun blocco atrioventricolare o complicanze e con un successo a lungo termine del 99,3%. I risultati osservati nello studio sono stati confermati anche nei pazienti trattati successivamente con la stessa procedura nel nostro laboratorio, rafforzando ulteriormente l’affidabilità del protocollo nella pratica clinica quotidiana. Proprio per il suo carattere standardizzato e riproducibile, il protocollo si presta anche alla formazione di giovani elettrofisiologi che frequentano il nostro laboratorio per apprendere questa tecnica e applicarla in modo sicuro e controllato. Un risultato importante per il nostro territorio – conclude – che conferma la possibilità di offrire cure moderne, sicure e di alto livello vicino ai cittadini”. (Red)